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L’amore per l’Eroina: un ricordo…sin luz para siempre

I commenti seguiti alla storia a�?La��odore della robaa�? A�ci permettono di restituire al lettore la��intensitA� di due punti di vista nei quali il ricordo della��uso della��eroina provoca profonde risonanze emotive ed affettive.

Grazie alla storia e grazie alle risposte diA� Giusy e di L.B., abbiamo l’occasione di riflettere sull”amore per l’eroina” e provare a dare una risposta alla domanda: cosa evoca l’odore della roba?

raccolta dalla dott/ssa B. Andreuccetdal titolo “La��odore della robaa�? (leggi qui) ci permettono di restituire al lettore la��intensitA� di due punti di vista nei quali il ricordo della�� uso della�� eroina provoca profonde risonanze affettive ed emotive.Grazie a questa storia e grazie alle risposte diGiusy e di L.B, abbiamo l’occasione di riflettere sull’amore per l’eroina e a provare a dare unaA� risposta allaA� domanda: cosa evoca l’odore della roba?

Farsi” A? uno dei modi in cui si manifesta una profonda crisi nella persona, nel modo di organizzare e convivere con le proprie esperienze. E non mi riferisco solo alle cronache che ci accadono, ma alle risonanze emotive che spesso ci precipitano nell’anima e lA� implodono lasciandoci tramortiti mentre fuori pare che nessuno si accorga di niente. A volte questa esperienza, come suggerisce Giusy,A�puA? essere cosA� dolorosa che ci impedisce di accedere alle risorse che la memoria offre, se pure le offre; dubbio che solleva la risposta di LB, il quale ha sostituito il legame affettivo con la roba, con i nuovi legami affettivi: la moglie e i figli.

Proviamo ad immaginare la nostra esistenza come una casa. C’A? un detto popolare che recita: “la casa nasconde ma non ruba”. Intendo dire che esperienze pienamente positive, attimi di felicitA� non ottenuta artificialmente, ne abbiamo tutti ma il dolore esistenziale puA? impedirci di accedere a questi ricordi, e quindi di fatto non renderceli disponibili. Recuperare questi ricordi non dipende da un atto di volontA�.

PuA? essere un profumo che li evoca.

Nella crisi quando tutto appare morto, spento e muto, l’unica ricerca possibile A? quella volta al ripristino di un paradiso perduto, la gioia dell’infanzia o la roba non hanno importanza. Ma come dice Rafael Alberti nella sua poesia Paradiso Perduto, nei periodi di crisi ci mettiamo in cerca seguendo la domanda A? AdA?nde el Paraiso, dove sta il Paradiso? E la risposta A? che la ricerca avviene sin luz para siempre. Senza luce, sempre.

Non sarA� con il lume della ragione che potremo ritrovare i preziosi oggetti smarriti nella nostra casa. Hanno ragione sia Giusy che LB. Ma per questa��ultimo la roba ha una valenza affettiva A�che ci lascia supporre un’infanzia segnata da un profondo, doloroso e inspiegabile abbandono, al quale la prima risposta A? stata un affezionamento profondo alla roba perchA� non aveva altro, poi sostituito dagli affetti reali e con questi nuovi ricordi…

La forza non viene dalle controversie attraversate ma dalla tenacia con cui sapremo difendere dentro di noi quegli effimeri attimi di felicitA� dai quali attingere risorse.

Per saperne di piA?:
Per saperne di piA?:

Carla Caterina Rocchi, filosofa

Note:

Alberti R., Degli angeli. Torino. Einaudi, 1966

 

tags: #alberti rafaella #eroina #Giuseppe Montefrancesco #Heroin #roba

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