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Quando qualcuno va via per semprea��

Pubblichiamo la riflessione di uno della nostra equipe sulla morte di una persona cara.
Abbiamo a che fare spesso con il dolore, con vite difficilissime o anche con improvvisi ed entusiasmanti miracoli.
Allontaniamo quasi sempre il pensiero dell’abbandono assoluto ma il nostro lavoro relaziona con le parti piA? profonde dell’anima quindi cogliamo con tanto rispetto quanto ci A? stato scritto.

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Quando non si A? piA? giovani, quando il tempo che resta da vivere A? inferiore a quello giA� vissuto, capita spesso di perdere persone care.
Da giovani, anche se la perdita puA? essere traumatica, le risorse per elaborare il lutto trovano una stampella nel tempo ancora a disposizione, nella maturitA� invece si resta in compagnia del pensiero della scomparsa di quella Persona o di noi stessi.A�Noi esseri umani siamo tanti sulla terra. Siamo cosA� tanti che la dipartita di una persona non influente, come A? la maggior parte di noi, sullo sfondo dell’umanitA� tutta, puA? non significare molto . Come non significano molto le tante nascite di vite a noi sconosciute.
Tutti prima o poi ce ne dobbiamo andare, anche chi sta scrivendo queste parole anche chi le sta leggendo, e questo solo per il fatto di essere venuti al mondo. Vite anonime, vite che appaiono superflue se pensate sullo sfondo dell’umanitA� intera. Eppure chiunque legge ha un mondo di relazioni intorno per le quali significa qualcosa di molto importante.
Chi vive non puA? non sentire questa sovrabbondanza di senso e di importanza. Ci sentiamo importanti per gli altri, ci sentiamo che ci importa degli altri. E’ questo che da senso alla nostra vita. Di relazione in relazione si dipana la catena umana, quella reale, non quella virtuale di fb.

Ci sentiamo vivi perchA? abbiamo dei legami.A�Anche l’eremita ha qualcuno che lo conosce e sta in pensiero per lui e si preoccupa che senta freddo o che si senta solo, l’eremita conta sul ricordo che di lui ha qualcuno in qualche parte del mondo. Possiamo essere certi che anche della sua morte soffrirA� qualcuno. La memoria ci lega. Qualcuno ci ha visto correre o giocare per strada, qualcuno ha mangiato con noi, qualcuno si ricorda di noi anche se siamo partiti e per le piA? svariate ragioni non siamo piA? tornati indietro.A�A volte persone a cui siamo stati affezionati, in un periodo della nostra vita, sono scomparse senza che lo sapessimo, ma, prima o poi, lo veniamo a sapere e il senso di perdita ci accompagnerA� per il resto dei nostri giorni.

Quando ero bambina ricordo che mio padre andava ai funerali di persone a me sconosciute, in paese. Per me partecipava ad una cerimonia. Non avendo io conosciuto quelle persone non potevo condividere il suo senso di perdita nA� il rispetto dovuto alla Morte, allora questo pensiero non mi riguardava. E’ con la maturitA� che arriva la coscienza dell’irripetibilitA� di una persona. Allora ogni perdita A? definitiva. Possiamo avere altre relazioni ma non potranno mai prenderne il posto. La nostra mente si adatta ai cambiamenti delle nuove voci, di nuove posture, di nuove atteggiamenti dell’altro. Potremo ancora ridere insieme a qualcuno, potremo arrabbiarci, o abbracciarci, potremo entusiasmarci o vivere emozioni analoghe, ma qualcosa sarA� comunque diverso.
Qualcosa di diverso nelle persone che incontriamo, qualcosa di diverso in chi abbiamo perso: i vivi e i morti ci abitano e sono i nostri ospiti interiori.
Convivenze piA? o meno difficili che ci accompagneranno fino alla fine dei nostri giorni.

Poi due, o tre, generazioni ancora e anche il ricordo di noi, persone anonime, passerA� nell’oblio e per qualcuno saremo solo…..dissolvenza.

Una replica a “Quando qualcuno va via per semprea��”

  1. speranza ha detto:

    “niente si crea, niente si distrugge, tutto si trasforma”…figuriamoci quindi l’amore che è energia dirompente. L’amore travalica lo spazio ed il tempo e si rigenera continuamente nelle persone, negli animali, in tutti gli esseri viventi (e non solo in questi, per alcune culture). Per certe religioni l’energia, l’anima, lo spirito, o comunque venga chiamato, si reincarna e può capitare di ripetere l’esperienza di comunione già vissuta con lo stesso “essere”. Mi piace pensare questo, soprattutto in un uno strano giorno piovoso di fine luglio in cui i miei occhi sono pieni di lacrime per aver appreso la nefasta diagnosi di una persona a me cara.

 

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