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Risposta alla storia di Nicola

La storia di Nicola A? in realtA� anche la storia di Alessandra.
E’ il nascere e strutturarsi di una relazione dapprima professionale poi terapeutica e per finire d’amore. Il problema iniziale di Nicola e Alessandra era che lui si faceva di tutto, e di piA?, con le classiche conseguenze psicofisiche e gli strascichi penali.A�La relazione professionale si trasforma in relazione di aiuto, di cura e poi di amore.

A� interessante il percorso di Alessandra.Alessandra all’inizio pone una grande distanza tra sA� e Nicola interrompendo la relazione professionale. La difesa giuridica di Nicola non puA? che riportarla allo stesso punto ogni volta, di reato in reato. Percepisce la tragedia di questo stato di cose e decide di tentare il recupero di Nicola, persona da amare e stimare, una vita, agli occhi di tutti gli altri, da buttare ma che Cristo aveva giudicato degna del proprio sacrificio, perchA� Nicola era, come tutti noi esseri imperfetti, ‘prezioso ai Suoi occhi’.

Alessandra ha raccolto un dramma umano e ha fatto di piA?: lo ha posto al centro di un percorso che lo avrebbe portato all’interno di una comunitA� e poi a costruire una famiglia.

I percorsi di Alessandra non sono fatti solo di intime preghiere ma di strategie di avvicinamento fisico, territoriale, dopo quello strappo professionale che segna un distanziamento.A�Il riavvicinamento si svolge non piA? all’interno della societA� di tutti, indifferenziata, ma nel dialogo tra la comunitA� religiosa di Alessandra e il mondo di Nicola. Alessandra, infaticabile, fa sopralluoghi presso il SerT e presso la casa di Nicola, insieme alle sorelle di comunitA�, infaticabili anche esse, pregando, interrogandosi e discutendone.
Alessandra tesse relazioni e struttura un’esperienza, con il ‘cemento’ della Parola Rivelata. Si muove in cerchi concentrici sempre piA? vicino a Nicola fin quasi a toccarlo con l’imposizione delle mani.

Chi scrive non vuole entrare nel merito della fede o di un possibile miracolo, chi scrive vuole sottolineare il fatto che A? stata operata una grande strategia di contenimento del problema di Nicola. Un contenimento che non sarebbe stato possibile senza Enrica, Marta e Francesca che a loro volta contenevano e accompagnavano Alessandra condividendone il percorso.

a�?L’altro A? il mio inferno” sosteneva il filosofo J.P. Sartre, qui l’altro, strutturato in una comunitA� coesa, sembra essersi trasformato in qualcosa di salvifico.A�L’io isolato, chiuso in se stesso, cade spesso vittima di ogni compulsione narcisistica ed edonistica. Nel caso di Nicola, l’altro A? la via per ritrovare un senso e una qualche autentica bellezza nella vita.
PuA? darsi che ci sia stato uno scivolamento dalla dipendenza dalle droghe alla dipendenza dalla religione, ma se quest’ultima A? vissuta e condivisa come una forma di liberazione, e si rispettano le regole del vivere civile, forse non sta a noi giudicare.

A noi resta da riflettere sulla capacitA� terapeutica della condivisione della Parola;A�o delle parole (con la ‘p’ minuscola).

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