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Sexting, quando il gioco erotico A? un azzardo.

Quando si pensa alla condivisione in rete di nudi o prestazioni sessuali, anche contro il consenso delle persone coinvolte, non ci si interroga mai abbastanza, su cosa c’A? all’inizio.
Come comincia? Come si forma e si arriva al prodotto finito capace poi di scatenare tanto dolore e tanta vergogna?
I casi sono molteplici. A volte chi si spoglia A? un ragazzo sfidato da un gruppo al quale vuole appartenere.A� Se non si spoglia, non si fotografaA� e non pubblica A? uno sfigato, ma il piA? delle volte chi si spoglia e si lascia fotografare o filmare A? una lei.
C’A? quel momento iniziale in cui una persona si spoglia e si offre all’obiettivo. Prima ancora dell’atto di fede su cui si basa la fiducia che recita: tu non mi farai mai male per questo.
E tu si riferisce a chi guarda dall’obiettivo e filma, prima ancora di tutto questo c’A? una proposta verbale che A? una sfida.
Il gioco erotico A? un azzardo: ti fidi di me? Si, mi fido di te, non mi farai mai male per questo.

Poi puA? esserciA� il piacere di lasciarsi guardare. Lasciarsi guardare puA? essere piA? eccitante che lasciarsi toccare e l’eccitazione mette in moto le movenze piA? appropriate alla situazione e si arriva a quel punto dove pornografia e erotismo si fondono. L’immaginario erotico si fa realtA� e giA� questo A? il massimo del pericolo e della trasgressione.
Chi guarda e chi si lascia guardare, vivono entrambi un momento di abbandono dove si confonde chi conduce il gioco.
A volte A? chi guarda dicendo fai questo o fai quello, a volte A? chi si lascia guardare, suscitando lo stupore dell’osservatore, superandolo in fantasia ed erotismo, lasciandolo attonito.

Ecco tutto questo deve richiedere fiducia, una fiducia che rasenta la fede: tu non mi farai mai del male per questo.

Ma si puA? avere fiducia della��azzardo ?
In sA� il fenomeno A? pericolosamente inaffidabile se pure molto eccitante.
Lo sono tutte le condizioni di azzardo dove la ricerca di sensazioni spinte hanno il connotato fondamentale di procurare piacere ed assieme di non tener conto delle possibili conseguenze.

La��azzardo in realtA� A?, nella sua forma adulta e “sana”, A�quello che abbiamo sperimentato da bambini come necessaria ricerca della��ignoto: il gioco, le pericolositA�, le esperienze di nascosto, il buio e forse anche il peccato in qualche sua forma.
Ma tutto ciA? A? appunto buona esperienza che di norma lascia per gli anni successivi quel legittimo piacere del nuovo, del diverso ed anche del cambiamento.
Quando la��azzardo diviene a�?altroa�? allora scatena potentemente il sistema della gratificazione, condiziona i processi motivazionali e quindi costringe le scelte.
Non ultimo innesca uno stato di tolleranza (farlo sempre di piA?) ed anche di astinenza, con la necessitA� di ripetere a�?il gestoa�? per evitare le spiacevolezze della mancanza.

(Il corsivo A? per distinguere le brevi considerazioni del dott. montefrancesco, per il concetto di azzardo, da quelle dello scrivente originariamente la��editoriale)

Poi l’innamoramento viene meno e a seconda del rancore che si lascia dietro come la bava di un lumacone, provoca la reazione. A? un atto vero e proprio di violenza pubblicare e far uscire da quella sfera privata quel gioco erotico. Ti distruggerA?. Per odio o per disprezzo.
Ed ecco che quel delicato equilibrio tra immaginario e reale, che la sfera intima dei due custodiva come un segreto condiviso, si infrange perchA� non gli appartiene la sfera pubblica. Non A? piA? immaginario e reale, abbracciati insieme, ma A? solo reale. NuditA� nuda e cruda esposta al dileggio altrui, di sconosciuti. Un vero e proprio omicidio e A�si uccide tutto tranne il corpo. Si uccide la mente, l’identitA�, il desiderio, la persona intera A? ridotta a mera cosa. Mero corpo nudo. A? la morte dell’eros e il sopravvivere della sola pornografia.

Allora? Che fare per evitare tutto questo?
Non fidarsi, non commettere quell’atto di fede in nome di un amore che sarA� comunque un’esperienza transitoria?
Penso che questo reato di pubblicare le intimitA� in rete senza il consenso della persona coinvolta dovrebbe essere punito molto duramente, perchA� equiparabile a un omicidio perchA� la ferita nella psiche puA? essere mortale e non lasciare alla vittima altra scelta che il suicidio.

 

tags: #sexting

Due parole sull'autore

Giuseppe Montefrancesco

Dal 2004 è Direttore Scientifico del “Centro Studi sulle Dipendenze Patologiche” (Ce.S.Di.P.) presso il Dipartimento di Farmacologia “G. Segre”. Dal 2011 è Responsabile della Unità Operativa “Prevenzione Dipendenze Patologiche” della Azienda USL 7 di Siena.

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