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Sexting, pornografia, internet e i ragazzi.

Secondo una recente indagine condotta dalla SocietA� Italiana di Andrologia Medica, un primo accesso dei ragazzi a siti pornografici si ha intorno ai 13 anni di etA� e l’abitudine diventa decisamente piA? diffusa a partire dai 25.

Cosa cercano i ragazzi sul web? Sesso.
Il 74 % degli adolescenti maschi e il 37 % delle femmine ricorre ad internet per fare sesso (cyber sex), vedere sesso, sapere tutto sul sesso e magari cercare un partner. Molto comune A? il sexting, divenuto una vera e propria moda fra i giovani, che consiste principalmente nello scambio di messaggi, di foto e video sessualmente espliciti , spesso realizzate con il telefono cellulare, oppure pubblicate attraverso chat, social network e internet in generale. Tali immagini, anche se inviate ad una stretta cerchia di persone, spesso si diffondono in modo incontrollabile e possono creare seri problemi alla persona ritratta nei supporti foto e video.
Dall’indagine nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza condotta nel 2011 da Telefono Azzurro ed Eurispes su un campione di 1.496 ragazzi di etA� compresa tra i 12 e i 18 anni, emerge che circa un ragazzo su dieci (10,2%) ha ricevuto messaggi o video a sfondo sessuale con il cellulare, mentre il 6,7% ne ha inviati ad amici, fidanzati, adulti, o altre persone, anche sconosciute. Dalla��indagine nazionale emerge inoltre che il fenomeno del sexting interessa sia maschi che femmine, seppur con qualche differenza: sono prevalentemente i maschi a inviare sms o mms a sfondo sessuale. Al crescere della��etA�, prevedibilmente, aumenta la��interesse dei giovani per il sesso e questo si riflette anche nella pratica del sexting che pare intensificarsi (http://www.eurispes.eu/).

PerchA� internet?
La��utilizzo di internet, da parte dei giovani, (ma non solo) viene facilitato in quanto la��accesso a siti pornografici A? totalmente gratuito e anonimo. Oggi il web offre migliaia di forum, piattaforme video e siti a contenuto pornografico che vivono della pubblicitA� e non impongono alcuna restrizione all’accesso; quindi disponibilitA� illimitata e a costo zero (Jochen & Valkenburg, 2006).

Quale influenza puA? avere la pornografia sulla sessualitA� degli adolescenti?
La pornografia A? un argomento sempre piA? al centro delle preoccupazioni genitoriali, i quali spesso si trovano impreparati a trattare la questione. Una��importante spunto di riflessione, a tal riguardo viene da uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics, a�?Impact of the Media on Adolescent Sexual Attitudes and Behaviorsa�?, dove si afferma che la��influenza dei media sul comportamento sessuale degli adolescenti non A? cosA� diretta e semplicistica, nel senso che la��accesso a materiale pornografico non determina un mutamento certo negli schemi sessuali dei consumatori ma non vi A? dubbio che i giovani siano immersi, spesso senza supervisione dei genitori, in una cultura mediatica in cui abbondano contenuti di natura sessuale e che data la giovane etA� dei giovani, non sappiano metabolizzarli (Escobar-Chaves et al., 2005). Conclusivamente, non A? prevedibile con quale la modalitA� si potranno esprimere gli eventuali cambiamenti nel comportamento sessuale ma ci possono essere con alta probabilitA�.

Quindi quando la pornografia puA? diventare un problema?A�
Secondo alcune ricerche scientifiche la��esposizione degli adolescenti ad immagini erotiche puA? determinare scenari comportamentali, augurabilmente transitori, come il bullismo, atti di goliardia, un certo grado di aggressivitA� rivolto soprattutto verso il sesso femminile che nella pornografia viene mostrato come soggetto passivo.
Il web offre un tipo di sessualitA� che lascia ben poco spazio alla comunicabilitA�, ai sentimenti, alla��ascolto, alla��incontro con la��altro, alla negoziazione; tutti elementi che sono importanti nella costruzione di un rapporto dove la sessualitA� si vive in due (Luder et al., 2011).
Il virtuale, da��altra parte, puA? anche servire da a�?laboratorioa�? della propria sessualitA� capace di dare voce a bisogni erotici (che sono fisiologici) senza svilupparli nel contesto reale, lA� dove non vi sia la possibilitA� di farlo. PuA? inoltre permettere di confrontarsi con le proprie emozioni o aree di sA� inesplorate in un ambiente protetto (la propria casa con il proprio computer) facendo a meno di esposizioni che per alcuni possono risultare penose ed angoscianti in certi momenti della propria vita (Luder et al., 2011).
Quando, infine, il web si sostituisce alla vita reale, quando la sessualitA� si fa solo sul web e quando la��urgenza di accedere a siti pornografici assume il valore della compulsione, ovvero la��inderogabile necessitA� di a�?andare a vederea�?, allora un semplice divertimento puA? trasformarsi in addiction (Wetterneck et al., 2012).

La risposta sta dunque nel modo in cui usiamo gli oggetti e nei gradi di libertA� cui li possiamo o sappiamo elaborare.

Dott/ssa Francesca Targi

Fonti
Escobar-Chaves SL et al., 2005. Impact of the media on adolescent sexual attitudes and behaviors. Pediatrics,116, 303-326.
Jochen, P & Valkenburg, P.M, 2006. Adolescentsa�� Exposure to Sexually Explicit Material on the Internet. Communication Research, 33,178-204.
Luder, M-T et al., 2011. Associations Between Online Pornography and Sexual Behavior Among Adolescents: Myth or Reality? Arch Sex Behav, 40, 1027a��1035.
Wetterneck et al., 2012. The role of sexual compulsivity, impulsivity and experiential avoidance in internet pornography use. The Psychological Record, 62, 3-18.

Sitografia:
http://www.eurispes.eu/

 

tags: #dipendenza da pornografia #dipendenza dal porno in internet #Giuseppe Montefrancesco #sesso #sex addiction #sexting #sms e sesso

Due parole sull'autore

Francesca Targi

Psicologa. redattore sulle dipendenze comportamentali e da sostanze. Svolgo educazione sessuale nelle scuole di Siena e Provincia. Mi occupo di analisi della domanda, colloqui di prima visita, sostegno psicologico rivolto ad adulti e minori. Sono Responsabile del sito in fase di costruzione sessoinsostanza.it.

2 risposte a “Sexting, pornografia, internet e i ragazzi.”

  1. Alessandra ha detto:

    Complimenti,
    la vostra è proprio una bella iniziativa!
    Sono una mamma anch’io molto preoccupata per mio figlio che all’età di 16 anni su internet fa tutto. Come possiamo, noi genitori, “proteggere” i nostri figli dal mondo infinito e spesso non buono di internet???
    Vi ringrazio.

    • Unità Operativa Prevenzione Dipendenze Patologiche ha detto:

      Crediamo che il problema riguardi sia la rete, che le singole persone che l’ambiente culturale e sociale che viviamo. Lo stesso ci spinge al punto tale che le frequentazioni che potremmo vivere con normalità acquistano al contrario una potenza tale da evidenziare o avviare anche gravi elementi di disagio.
      L’importante è comunque non eludere il fenomeno anzi farlo emergere per toglierne tutta la suggestività.
      Lei pare abbia ben iniziato.
      Quindi parli con il suo ragazzo senza paura.

 

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