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Sochi e l’omofobia

Le polemiche che hanno preceduto l’inaugurazione dei giochi olimpionici invernali di Sochi hanno riaperto il dibattito sui diritti umani e il rispetto dovuto agli omosessuali uomini o donne che siano; ovvero sulla omofobia.
La storia occidentale A? stata quella che A? stata anche grazie al contributo degli omosessuali, e non starA? ad elencare i nomi di condottieri, artisti e scienziati che l’hanno costruita. La nostra cultura come ci ricorda Foucault nel suo L’uso dei piaceri nasce e si struttura attorno ad un etica delle relazioni che vede il suo fulcro nel rapporto omosessuale. Accanto al mondo eterosessuale incentrato sulla tematica della famiglia c’era questa relazione ‘altra’ sulla quale si forgiavano i veri uomini. Per altro Saffo preparava le future mogli.

Il problema dell’omosessualitA� A? grandissimo e connaturato al genere umano.
Espongo, con assoluta modestia, mie personali considerazioni, solo nell’ottica di dire qualcosa rispetto a quanto accade nel mondo.
Se sei un maschio bianco normodotato e eterosessuale, nel mondo occidentale, c’A? il caso che tu abbia una visione limitata del concetto di eguaglianza, se non sai assumere il punto di vista di chi A? diverso da te.
Forse assumerai l’eguaglianza economica come perno della tua riflessione sulla pari dignitA� e sulle pari opportunitA�.
Dagli anni settanta almeno nella giurisprudenza sono stati fatti molti passi avanti su questi concetti, specie per quanto riguarda l’eguaglianza dei diritti civili fra le donne e gli uomini, e per i diversamente abili. Le donne non sono ‘diversamente uomini’, le donne sono differenti dagli uomini. Differenti nei corpi e nella storia. Eppure condividono con gli uomini i linguaggi e il mondo. Certo le loro battaglie hanno aperto la strada, insieme ai movimenti antirazzisti in America, e ai movimenti gay, alle discussioni sulle differenze e sul bisogno delle democrazie di adottare una giurisprudenza inclusiva nella formulazione dei diritti.
Le Olimpiadi di Sochi, nella Russia di Putin, hanno riportato alla ribalta internazionale il dibattito sui diritti degli omosessuali, dopo le dichiarazioni omofobe del Premier sovietico e di alcuni altri leaders del paese ospitante.

Molte invece le personalitA� internazionali che per protesta si sono astenuti dall’andare all’apertura dei giochi.A�Obama ha inviato in sua vece una campionessa di orientamento sessuale dichiaratamente lesbica.A�Il nostro premier, Letta, A? andato per difendere i diritti degli omosessuali.
L’orientamento sessuale non A? una condizione morale. Non si sceglie.
Ai tempi di Oscar Wilde veniva considerato una nefandezza, un reato contro la morale , da punire con la prigione, negli anni cinquanta del secolo scorso era considerato un penosa deviazione dalla norma, una malattia da curare a tutti i costi. Oggi si assume l’omosessualitA� come uno dei modi possibili di essere di una persona, ininfluente sulle sue capacitA� di essere un bravo insegnante, un bravo soldato, un bravo regista, o un manager, un atleta o anche un prete e cosA� via in tutte le professioni.
E perchA? no? Un bravo marito, o una brava moglie, o un bravo genitore; insomma, come tutti gli altri un bravo cittadino.
Oppure no, proprio come capita agli eterosessuali.

Dott/ssa Carla Caterina Rocchi

 

tags: #omofobia #omosessualitA� #sesso

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