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Dott. Giuseppe Montefrancesco

Sono triste quando sono online. Rimango online per non essere più triste

Nel mondo scientifico è ormai confermato che astinenza e tolleranza non sono solo tipiche delle dipendenze da sostanza, ma si presentano anche in quelle comportamentali.
I risultati di una recente ricerca inglese vanno in questa direzione e confermano che il fenomeno dell’astinenza nell’abuso da internet segue lo stesso iter di quello delle dipendenze da sostanza e da gioco d’azzardo. Hanno partecipato allo studio 60 giovani (27 maschi e 33 donne), di età media 24 anni.
I soggetti sono stati suddivisi in forti utilizzatori  e bassi utilizzatori a seguito della compilazione di un questionario psicologico che identifica la presenza o meno di dipendenza da internet. Tutti i giovani sono stati poi sottoposti a una batteria di test psicologici su: stato dell’umore, ansia, depressione, presenza di disturbo schizotipico di personalità e tratti autistici prima e dopo l’esposizione ad internet per 15 minuti. I ricercatori hanno ritenuto che anche una arco di tempo relativamente breve possa scatenare reattività. Infatti i risultati confermano che le variabili psicologiche studiate hanno subito una modificazione, ma solo nei i forti utilizzatori che:

  • presentano un pronunciato abbassamento dell’umore dopo essere stati su internet rispetto a i bassi utilizzatori,
  • registrano sintomi depressivi, impulsività (tipica del disturbo di personalità schizotipico) e tratti autistici a seguito dell’esposizione ad internet.

Inoltre nessuno dei due gruppi mostra ansia dopo essere stati online. Come in ogni forma di dipendenza anche in quella da internet il soggetto ha bisogno di dosi sempre maggiori per poter provare lo stesso stato di benessere. Per cui i forti utilizzatori potrebbero rispondere all’abbassamento del tono dell’umore in coincidenza dell’uso del web passando sempre più tempo online per riportare lo stato emotivo a livelli soddisfacenti.
Come per altri comportamenti a rischio si genera un vortice in cui la persona dipendente rimane su internet per sollevare il proprio umore (astinenza), ma avrà bisogno di passarci un periodo sempre maggiore per sentirsi meglio (tolleranza).

Gli autori dello studio sottolineano che la mancanza di sintomi ansiosi registrata nei forti utilizzatori si osserva anche nei giocatori d’azzardo problematici e nei dipendenti dal sesso online e di nuovo suggerisce la somiglianza del fenomeno tra la dipendenza da internet e altre forme di comportamenti a rischio.

Dr.ssa Cinzia Di Cosmo Romano et al. (2013).

Differential Psychological Impact of Internet Exposure on Internet Addicts, Plose One, 8, 2, 1-4..