uep_logo
Strada delle Scotte, 6 53100 Siena
tel 0577 233228
info@insostanza.it

Sei in:

I cannabinoidi di sintesi; un commento.

La scorsa settimana si A? parlato di cannabinoidi sintetici, meglio noti come Spice (o K2), e della�� impatto che stanno avendo sulla popolazione russa e del fatto che gli stessi produttori stanno perdendo il controllo della sostanza. Se ci si sposta perA? piA? ad ovest, in particolare negli USA, il quadro A? pressochA� sovrapponibile: emergenze mediche e psichiatriche, intossicazioni e diffusione della sostanza sempre crescente.
Il SAMHSA (Servizio sulla��Abuso di Sostanze e Salute Mentale) dichiara infatti, preoccupato, che le emergenze mediche riguardanti la��uso dei cannabinoidi sintetici sono piA? che raddoppiate in un solo anno. In particolare questi dati sono stati raccolti tra il 2010 e il 2011 e oggi resi noti: dagli oltre 11.000 casi del 2010 si A? passati ai 28.000 nel 2011.

Lo stesso SAMHSA tiene poi a sottolineare che la Spice non deriva dalla pianta della marijuana, con cui condivide solo alcuni principi attivi e sintomi, e soprattutto che contiene numerosi a�?ingredientia�? (contaminanti) che si rendono responsabili della��imprevedibilitA� della��effetto della sostanza. Sembrerebbero proprio questi ad indurre gli effetti avversi elencati dallo studio: gravi crisi da�� ansia, nausea, vomito, tachicardia, ipertensione, tremori, convulsioni, allucinazioni, ideazione paranoide e anche morte.
La cosa che preoccupa di piA? A? perA? senza dubbio la grossa diffusione della sostanza tra gli adolescenti in cui si riscontra un numero di ricoveri legati alla sostanza raddoppiato nei ragazzi tra i 12 e i 17 anni e addirittura quadruplicato (da 2000 a oltre 8000) in quelli tra i 18 e i 20.
Quello che sembra sempre piA? chiaro A? infatti che oltre a rappresentare emergenze mediche queste sostanze possono indurre danni a lungo a termine tali da condizionare lo sviluppo della��individuo, specialmente se assunte durante la��adolescenza.Proibire queste sostanze con il Synthetic Drug Prevention Act A? stata la soluzione proposta e attuata nel 2012 dagli Stati Uniti: questo atto proibisce la vendita e il possesso di alcuni cannabinoidi sintetici e dei cosiddetti a�?Sali da bagnoa�? (una��altra designer drug).A�La stessa SAMHSA perA? pone la��accento sul fatto che il controllo di queste sostanze rimaneA�una�� impresa estremamente difficile dal momento che i produttori continuano a modificarne la struttura chimica in maniera da aggirare di volta in volta le leggi che le vietano.

La��avvento delle designer-drugs (termine con cui si indicano le sostanze psicoattive scoperte attraverso ricerche e sperimentazioni sulla struttura e sulla��attivitA� di droghe pre-esistenti) e con esse la��evidenza della possibilitA� di evitare le leggi che ne proibiscono la�� uso attraverso semplici modifiche nella loro struttura chimica puA? essere visto come una piaga, come una situazione impossibile da gestire, come un male. Ma puA? anche essere vista come una�� opportunitA�, una�� occasione per invertire la rotta nella gestione delle sostanze ponendo tutti di fronte ad un quesito che a questo punto diventa inevitabile porsi: quella di vietare la��uso di queste sostanze A? la soluzione giusta?
Sicuramente A? necessario mettere in atto delle leggi che ne disincentivino la�� uso, ma forse non basta piA? (e forse non A? mai bastato). Ea�� indispensabile informare e farlo senza paure, senza il timore di indurre la��uso.
Informare adolescenti, genitori, professori, medici, amministratori e tutti coloro che in qualche modo fanno parte della societA�.
Informare su cosa comporti assumere una sostanza, su cosa sono le sostanze, su cosa��A? la dipendenza e prima ancora tornare a dare una dimensione alle emozioni, al piacere, al desiderio, alla��uomo. Informare A? sempre piA? necessario, soprattutto oggi e soprattutto in Italia dove le richiesteA�da��aiuto che giungono dalla comunitA� riguardano specialmente la marijuana e i problemi ad essa connessi.
Le attuali condizioni storiche (la liberalizzazione in vari Stati, la�� accoglienza della marijuana come presidio terapeutico, alcuni modelli culturali etc.) hanno infatti in qualche modo sdoganato questa sostanza e ne hanno esteso la diffusione. Ecco allora che si verificano problemi sia direttamente connessi con la sostanza, come effetti collaterali e dipendenze, sia connessi al riflesso sociale di questa sua diffusione; i genitori, ad esempio, che con difficoltA� e pochi mezzi cercano di rapportarsi con la questione della marijuana, un problema educazionale sempre piA? inevitabile.

Mattia Bozzelli, studente di medicina.

Fonti:
Synthetic Marijuana Emergency Visits More Than Double. Medscape. Oct 16, 2014.

 

tags: #amnesia marijuana #cannabinoidi sintetici #k2 #marijuana #marijuana sintetica #mattia bozzelli #spice

Due parole sull'autore

Mattia Bozzelli

Studio medicina presso l’ Università di Siena; la psichiatria e la farmacologia delle sostanze rappresentano i miei principali interessi in ambito medico e non solo, il loro ruolo sociale e culturale sono infatti per me costante fonte di ricerca...

I commenti sono chiusi.

 

LE CREAZIONI DI INSOSTANZA