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Stanotte A? morto uno che lavorava con me.

Stanotte A? morto uno che lavorava con me.

No so ancora per bene perchA?. Se questo non fosse accaduto domani sarebbe forse andato tra le aule della��universitA� a distribuire i nostri cartoncini, i nostri biglietti da visita che parlano delle dipendenze patologiche, delle droghe. E invitano coloro i quali hanno di questi problemi a chiamarci. Lui era con noi da un poa�� di tempo quindi vicinissimo. Spesso si occupava di scrivere di cose attorno a quel mondo. Di droghe si muore.

Sembrava a tutti noi che stesse crescendo; lui aveva bisogno di diventare un uomo e si sforzava per questo. Era allegro se pure sembrava provocasse la vita, una delle armi in cui mostrava maestria. Era bellissimo e tenero quando scriveva di sA� perchA� rileggeva con enfasi e a voce un pA? alta; le gravi parole gli davano corpo. E ci guardava. Anche noi eravamo contenti di lui perchA� appunto cresceva.

Proprio ieri ha detto che voleva trattare la��argomento della tossicodipendenza come una malattia infettiva. a�?Io credo che uno la passi ad un’altro, poi quello a quella��altro e cosA� si ammalano tuttia�? A�a�?Forse A? irresistibile a�� diceva – e una volta provata A? difficile da dimenticarea�?. Io spesso mi arrabbiavo con lui perchA� quella provocazione nel descrivere i fatti che lo facevano sentire esperto di vita avevano il segno di unaA�fetidaA�peste. A�”E non ti preoccupare, non ti fissare sempre con questi brutti pensieria�?

Quella peste ha un demonio orribile ed A? lo stesso che governa la vita. PerchA� io non credo che lui avesseA�A�proprio bisogno, assoluta necessitA�. Con quel suo demone lui sfotteva la vita e noi tutti. Voleva dirci, e forse lo avrebbe poi raccontato a noi che siamo cresciuti, che lui era capace di quanto inimmaginato e rischioso. Camminare tra i pericoli come un grande, tra le sfide come uno che sa anche governare un pallone.

Lui giocava al calcio e a�?domenica sono stato il secondo migliore in campoa�?.

Io assieme a molti altri, a lui vicinissimi, gli abbiamo voluto molto bene. Ora non c’A? piA?.

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