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Fisico bestiale e dipendenza da steroidi

Oggi piA? che mai si sente la necessitA� di apparire sani, forti e belli.
NecessitA� che non deriva solamente da ragioni culturali ma anche dal fatto che il mondo dello spettacolo A? divenuto per molti la�� unica via di riscatto, la��unico modo per avere un futuro. E allora si rincorre questo mondo, si investe sul proprio aspetto e laddove non arriva la natura si cerca di arrivare con le sostanze. Almeno in parte questi elementi sono alla base di un incremento nella��utilizzo di integratori alimentari e farmaci che consentano con piA? facilitA� di raggiungere la forma fisica sperata, un incremento tanto significativo da aver portato gli Steroidi Anabolizzanti a rappresentare la principale forma di abuso di sostanze nel mondo con 4 milioni di utilizzatori alla��anno nei soli USA.
Ecco allora che torna di estrema attualitA� per la comunitA� medica il problema degli Steroidi Anabolizzanti: sostanze sintetizzate chimicamente e con azione del tutto sovrapponibile a quella del testosterone, il principale ormone sessuale maschile. Il termine a�?anabolizzantia�? A? legato alla loro particolare attivitA� di acceleratori dei processi anabolici fisiologici, cioA? di quei processi che portano alla sintesi di proteine, lipidi e carboidrati alla��interno della�� organismo e che quindi esitano in un aumento della massa muscolare e della forza.
Il prezzo da pagare A? perA? troppo alto dal momento che gli effetti collaterali sono molti e molto gravi: su di essi focalizza la�� attenzione lo studio del gennaio di questa�� anno del dottor Gen Kanayama e dei suoi collaboratori, pubblicato dalla SSA (SocietA� per lo Studio della Dipendenze) sulla propria rivista. Tale studio sottolinea come il problema della��utilizzo di steroidi anabolizzanti sia in grado di determinare lo sviluppo di Ipogonadismo Indotto da Steroidi (cioA? un deficit nella produzione di ormoni sessuali indotto da queste sostanze) da cui poi deriverebbero tutta una serie di condizioni cliniche. Solo raramente perA? questo problema A? stato discusso nella letteratura scientifica psichiatrica o delle sostanzeA�da��abuso che per molto tempo lo hanno sottostimato, infatti la maggior parte degli studi a tale proposito proviene dalla letteratura urologica ed endocrinologica. Questi studi hanno suggerito come in realtA�, quello delle patologie indotte dalla��utilizzo di anabolizzanti, sia un problema piA? comune e persistente di quanto generalmente ritenuto (fino al 43% degli uomini con profondo ipogonadismo hanno fatto uso di anabolizzanti) e hanno costituito la base per le ricerche di Kanayama.

A partire dalla��ormai ben noto meccanismo di feedback negativo per cui la��apporto di steroidi anabolizzanti porta alla soppressione della�� Asse Ipotalamo-Ipofisi-Testicolo e quindi ad una diminuzione dei livelli di testosterone circolante (anche fino a 50 ng/dl rispetto ai 300-1000 ng/dl delle condizioni normali), Kanayama mette in evidenza come i soggetti che fanno uso di queste sostanze siano a rischio di sviluppare Ipogonadismo, specialmente se ingerite e assunte per lunghi periodi. La��ipogonadismo si manifesta in particolare durante i periodi di interruzione
della��assunzione ed A? caratteristicamente rappresentato da sintomi quali diminuzione o scomparsa del desiderio sessuale, disfunzioni erettili e sintomi depressivi che, seppure piA? spesso lievi, possono essere anche molto gravi e portare a tentativi di suicidio; inoltre questi sintomi sono sufficienti ad indurre una nuova assunzione di anabolizzanti per alleviare la sintomatologia da ipogonadismo (il sistema endocrino del soggetto non essendo piA? in grado di produrre testosterone a sufficienza diventa dipendente dagli steroidi esogeni) che puA? portare alla cosA� detta Hooked On Hormones Syndrome, una condizione di vera e propria dipendenza da queste sostanze. In particolare, lo studio in questione, analizza un gruppo di utilizzatori tra i 35 e i 55 anni in cui si sono manifestate queste condizioni e dimostra come le condizioni appena descritte possano protrarsi per oltre un anno dalla��ultima assunzione di anabolizzanti. In alcuni casi si A? riportato il testosterone a livelli normali attraverso la somministrazione di agonisti degli ormoni di rilascio delle gonadotropine (es. triptorelina), modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni (es. clomifene citrato) o sostanze simili ad LH e FSH; in molti di questi casi perA? anche la normalizzazione dei livelli di testosterone non A? stata sufficiente a risolvere le disfunzioni sessuali ed i sintomi depressivi. CiA? potrebbe riflettere una irreversibile alterazione della regolazione del rilascio di testosterone a livello dei recettori androgeni o dei meccanismi di regolazione intracellulari. Infine Kanayama conclude suggerendo come lo sviluppo di queste condizioni e di una dipendenza possano essere prevenute mediante trattamenti mirati a ripristinare la normale funzione della�� asse Ipotalamo-Ipofisi-Testicolo eventualmente accompagnati da un trattamento con antidepressivi.

Si tratta quindi di un problema sempre piA? reale e frequente su cui, con buona probabilitA�, dovrA� essere convogliata una parte significativa del lavoro clinico e di ricerca dei prossimi anni e che per essere affrontato necessita di una sempre maggiore collaborazione tra addetti al trattamento delle dipendenze patologiche, medici dello sport, endocrinologi ed urologi.

Mattia Bozzelli

Fonti:

– Kanayama G., Hudson J. I., Pope H. G. – Illicit anabolica��androgenic steroid use. – Horm Behav 2010; 58: 111a��21.

– Kanayama G. et. al. – Prolonged hypogonadism in males following withdrawal from anabolica��androgenic steroids: an under-recognized problem – Addiction, 2015, 110, 823a��831

 

tags: #anabolizzanti #doping #ipogonadismo #steroidi #testosterone

Due parole sull'autore

Mattia Bozzelli

Studio medicina presso l’ Università di Siena; la psichiatria e la farmacologia delle sostanze rappresentano i miei principali interessi in ambito medico e non solo, il loro ruolo sociale e culturale sono infatti per me costante fonte di ricerca...

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