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Anziani giocatori zero

Quelli della mia età in questa società…puf! Non serviamo a nulla. Sono stato un ottimo lavoratore in passato…e lavoravo sodo davvero, mica come ora che i giovani stanno sempre dietro ad un computer. Adesso però sono solo, non ho nessuno che mi aspetta a casa…e cosa volete che faccia quindi? Gioco.
Nei centri sociali per anziani, non ci vado, ho provato…ma sono troppi vecchi e scorbutici.
Non è facile fare nuove amicizie perché i vecchi sono diffidenti.
Il gioco per me è un passatempo, dove posso stare con la mia “partner” in una stanza tranquilla, a volte anche da solo. Non sono obbligato a prendere da bere…o parlare con qualcuno, a me degli altri non mi interessa.
Ci passo molto tempo, anche perché la mattina mi sveglio presto…e non ho nessuno con cui passare le giornate.
(Vito)

Non ho relazioni sociali. Non conosco nessuno, a parte i miei vicini, ma non c’è la voglia di vedersi e fare due chiacchiere. E poi dopo un po’ ci s’annoia. A me piace giocare alle slot perché mi sento meno sola. Sentirsi soli è come vivere con una maschera.
Almeno dove gioco io sono a contatto con altri giocatori come me, anche se non parliamo molto, siamo molto concentrati alle slot. Ho provato a smettere, ma i colori, il rumore, la vitalità e le caratteristiche dei giochi sugli schermi mi sono rimasti nel mio cervello come impronte.
Sono stata sedotta e le macchinette mi adescano centinaia di volte.
Non avendo molte cose da fare, il gioco per me è un momento importante della giornata; è un chiodo fisso.
(Marisa)

 

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