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Tre film che ci riguardano

Sono nelle sale tre film che ci riguardano per via degli argomenti da noi piA? frequentemente trattati: le sostanze psicotrope.
I film in questione sono tutti del 2013, The Wolf of Wall Street, Dallas bruyers club, Smetto quando voglio.
I primi due sono ambientati negli anni Ottanta del secolo scorso, l’ultimo, commedia italiana, riguarda invece il tempo attuale.

In The Wolf si inscena l’uso prestazionale della cocaina. Il suo aspetto, per cosA� dire glamour, dipende dal contesto culturale in cui se ne fa uso, in un epoca in cui si doveva essere per forza affascinanti, ovvero sorprendenti, quindi eccentrici fino all’eccesso, di un’imprevedibilitA� gratuita e fine a se stessa, per dare colore e vivacitA� a una vita fatta di truffe spinti dall’aviditA� di denaro.

Di truffe si tratta anche in Smetto quando voglio. Ma piA? che di truffe forse dovremmo parlare di espedienti per sopravvivere nell’attuale mondo dominato da una gravissima crisi economica che colpisce duro alcuni tra i migliori cervelli prodotti dalle nostre universitA�. Due latinisti che fanno i benzinai per un cingalese, un neurobiologo disoccupato, un antropologo culturale che cerca di riciclarsi come manovale, un economista che si da al poker, e un chimico lavapiatti, tutti che cercano di mettere su un commercio di una droga di loro fabbricazione non ancora ascritta tra le sostanze illegali, pur di non dover andare a lavorare all’estero. Il titolo di questo film gioca sul luogo comune diffuso tra chi fa uso di sostanze che si possa smettere quando si vuole, in realtA� si smette quando la fortuna ci offre l’opportunitA� di rivedere il nostro calcolo delle convenienze. Quello che il protagonista di questo film non puA? fare A? smettere di insegnare nel carcere dove A? finito, per mantenere la la moglie e il figlio fuori di lA�.

Dallas bruyers club invece tratta anche di sostanze psicotrope, di cui i protagonisti fanno abbondante uso in eccesso, ma soprattutto parla del labile confine tra sostanza lecita e illecita quando la legalizzazione di questa si scontra da un lato con gli interessi delle case farmaceutiche e dall’altra con il mercato emergente che la sostanza apre.

Alcol, tabacco e gioco d’azzardo, sono tre esempi di mercati che si sono imposti nonostante il rischio di provocare abuso e dipendenza, a questi ora si sono aggiunti i mercati della marijuana li dove A? stata legalizzata per uso terapeutico o ricreativo.
Ci avviamo verso un futuro di narco-capitalismo planetario dove magari si realizzerA� la droga perfetta, quella che allevia l’angoscia ma non da dipendenza e allora si che si potrA� smettere quando si vuole. Il piA? grande affare del futuro…e vivremo tutti felici e contenti, come nelle favole.

Comunque speriamo anche nelle virtA? cultural-terapeutiche della marijuana.

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