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Un componente della marijuana riduce il consumo di sigarette

In 24 fumatori reclutati in un centro di cura, tra i 18 e i 34 anni, A? stato esaminata la possibilitA� che il cannabidiolo (CBD) possa avere un impatto sul consumo delle sigarette ed assumere A�quindi un ruolo importante nel trattamento di questa dipendenza.

Il cannabidiolo A? un componente non-psicoattivo della cannabis; un composto con un effetto antagonista rispetto al THC (debole antagonista non specifico dei recettori CB1 e CB2 mentre agisce come agonista nei confronti dei recettori dei vanilloidi TRPV1 e TRPV2). Questo importante principio attivo contribuisce inoltre a migliorare la��azione del THC, nell’uso della cannabis, perchA� ne influenza positivamente la farmacocinetica e riduce gli effetti collaterali sul respiro, frequenza cardiaca e temperatura e la memoria.

Recenti studi inoltre hanno dimostrato l’interesse del CBD per la sua proprietA� ansiolitica (Crippa et al 2011) eA� antipsicoticaA� (Leweke et al, 2012).

I soggetti sonoA� stati suddivisi in maniera a random in due gruppi da 12:
– il primo gruppo ha inalato il CBD mentre il secondo ha inalato un placebo, per una settimana.
I partecipanti sono stati selezionati sulla base del numero di sigaretteA� fumate (almeno 10 sigarette al giorno) e di una buona saluteA� fisica e psichica. A costoro sono stati inoltre somministrati test di valutazione (pre, ante e post sperimentazione) sulla dipendenzaA� (SDS), sull’ansia di tratto (STAI), sui sintomi depressivi (BDI) e sull’impulsivitA� di trattoA� (BIS).

Durante i giorni dell’ astinenza da nicotina, i 24 soggetti dovevano registrare il numero di volte in cui avevano inalato il CBD e il placebo, per contenere il desiderio, rispondendo allaA� domanda: a�?in una scala da 1-100, quanta A? stata la voglia di fumare?a�?
Infine prima e dopo ogni assunzione placebo/CBD sono statiA� somministrati il test del controllo del pensiero (TCQ) e dell’umore (MRS).

Secondo i risultati dello studio, durante l’intera settimana, coloro che avevanoA�inalato il CBDA�riducevanoA�del 40% A�l’uso di sigarette e ridotto l’ansia, mentre il gruppo placebo non mostrava alcuna differenza nelle abitudini di uso. Tuttavia questa riduzione si A? verificata in assenza di un vero e proprio cambiamento nel desiderio di fumare ovvero tale A�riduzione era presente nella settimana del trattamento ma non A? stata poiA� mantenuta al follow-up.

PsicologicamenteA� il ridotto uso di sigaretteA� dovuto al CBD puA? essere spiegato in quanto esso potrebbeA� influire sui ricordi, o sugli stimoli, che stanno alla base del desiderio di fumare. Il CBD infattiA� potrebbe ridurre la salienza degli stimoli che spingono a fumare e cioA?A� tutte le caratteristiche di uno stimolo che lo rendono maggiormente a�?attraentea�?, capace di catturare la��attenzione della persona.

A�Riducendo l’ansia esso potrebbe quindi influenzare il processo di memoria chiamato a�?riconsolidamento mnesticoa�?; ovvero, la��esposizione a stimoli provocati dalla sostanza sono associati nella memoria agli effetti piacevoli a breve termine del suo consumo inducendo cosA�A� il desiderio, e spesso, l’inevitabile risposta da��uso.A� CiA? accade ad esempio, quando si sente la voglia di fumare una sigaretta vedendo qualcuno che la fuma.

A�Lo studio condotto dalla dott.ssaA� Morgan e la sua equipe presso l’ University College London A? in assoluto il primo che dimostra l’impatto del CBD nel consumo di sigarette. Ovviamente necessitano ulteriori ricerche per confermare i risultati e soprattutto si dovrA� porre attenzione sulle ulteriori conseguenze che il A�CBD ha A�sulla memoria.

A�Aimone Pignattelli

Bibliografia

Celia J.a Morgan, Ravi K.das, AlyssaA� Joye, H. Valerie Curran, Sunjeev K Kamboj. Cannabidiol reduces cigarette consumption in tobacco smojers. Preleminary finding: Addictive Behaviors 38 (2013) 2433-2436

Crippa et al., 2011 J.A. Crippa, G.N. Derenusson, T.B. Ferrari, L. Wichert-Ana, F.L. Duran, R. Martin-Santos et al.
Neural basis of anxiolytic effects of cannabidiol (CBD) in generalized social anxiety disorder: A preliminary report
Journal of Psychopharmacology, 25 (1) (2011, Jan), pp. 121a��130

Leweke et al., 2012 F.M. Leweke, D. Piomelli, F. Pahlisch, D. Muhl, C.W. Gerth, C. Hoyer et al. Cannabidiol enhances anandamide signaling and alleviates psychotic symptoms of schizophrenia Translational Psychiatry, 2 (2012, Feb 21), p. e94

Xue, Y. -X.,A�et al. A Memory Retrieval-Extinction Procedure to Prevent Drug Craving and Relapse.A�Science,A� (2012) 336, 241-245.

Nicoletta Cavazza, Psicologia degli atteggiamenti e delle opinioni, Milano, Il Mulino, 2005.

Sitografia

www.insostanza.it/meglio-una-marijuana-meno-potente-e-con-piu-cannabidiolo/

 

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