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Uruguay: marijuana di Stato

Esattamente un anno fa, l’8 agosto 2012 il Governo dell’Uruguay, guidato da JosA? Mujica, inviA? al Parlamento un progetto di legge sulla regolarizzazione della marijuana. Il documento conteneva un’analisi dettagliata della condizione in cui versava il tema nel quadro nazionale ed internazionale, ovvero il fallimento della “guerra alla droga” secondo principi di valutazione economica, sanitaria e sociale.

Il progetto di legge presentava in risposta tre obiettivi all’interno di un ampio quadro di intervento:

  • Separare del mercato delle altre droghe da quello della marijuana, puntando cosA� a ridurre il passaggio di molti a quelle piA? pesanti;
  • Normalizzare e includere pienamente l’uso di marijuana nella societA�, annullando la stigmatizzazione dei consumatori e produttori;
  • Diversificare le forme di intervento terapeutico, spostando il focus dell’attenzione dalla repressione dell’offerta (tipica per i paesi produttori) all’analisi accurata delle dinamiche di sviluppo della domanda da “accettabile” a “patologica”;

La sfida dell’esecutivo uruguaiano era pertanto chiara: sviluppare un combattimento frontale col Narcotraffico tagliandogli un affare da 30-40 milioni di dollari l’anno, risorse con cui alimentavano corruzione e violenza, e puntare ad una sorta di “istituzionalizzazione” dell’intera filiera produttiva e distributiva legata alla cannabis.

Quasi un anno dopo la Camera ha approvato il testo di Legge avviato dal Governo, con una maggioranza risicata. Il testo, ora nelle mani del Senato per l’ultima ratifica, rende l’UruguayA�il primo Paese al mondo a produrre e commercializzare legalmente marijuana.

Produzione e commercializzazione saranno gestite tramite un sistema di autorizzazioni. Il governo fornirA� licenze specifiche a farmacie ed altri esercizi, ma ha giA� segnalato i limiti relativi all’auto-produzione individuale a fini di consumo. E’ tollerata la coltivazione privata fino a sei piante, con raccolto pari a 480 grammi l’anno di prodotto finito. L’auto-produttore privato potrA� quindi lecitamente consumare fino a 40 grammi di marijuana al mese, senza ricetta medica.

La legge prevede inoltre la possibilitA� di creare “circoli” con, minimo 15 e massimo 45, soci cui il Governo puA? riconoscere la possibilitA� di coltivare a scopo di auto-consumo fino a 99 piante.

Mancano al momento indicazioni attuative su limiti di prezzo e criteri per l’acquisizione delle licenze, benchA� sia indicativamente riportato un prezzo di vendita “ponderato” sulla base delle spese di produzione ed quanto circola nel “mercato illegale”.

 

Dr. Francesco Sanna

 

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