La dimetiltriptamina – DMT

dott. Giuseppe Montefrancesco

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La dimetiltriptamina (DMT) – ayhuasca; dai riti sacri all’uso ricreazionale.

Il DMT o dimetiltriptamina un allucinogeno naturale la cui struttura chimica assomiglia a quella della psilocibina e della serotonina; esso è ubiquitariamente presente nel regno vegetale ed animale. Come altri allucinogeni i sui effetti sono principalmente dovuti all’azione sui recettori serotoninergici 5-HT2a ma anche sui 5-HT2c e 5-HT13a
Questo allucinogeno è tuttora in uso nelle popolazioni indigene del bacino del Rio delle Amazzoni e viene assunto, a scopi rituali e religiosi, attraverso una bevanda chiamata ayahuasca, traducibile come vino dell’anima; per quanto poco conosciuto in occidente la sua popolarità ed utilizzo ricreazionale è in aumento.
L’allucinogeno è normalmente assunto con una bevanda (un infuso) preparata utilizzando le foglie di Psychotria viridis assieme con gli steli della vite Banisteriopsis caapi (McKenna, 2004).

In realtà l’ayahuasca contiene una miscela alcaloidi e l’associazione è dovuta dovuta al fatto che se assunto oralmente, e da solo, il DMT verrebbe reso inattivo perchè metabolizzato dalle MAO (monoamino ossidasi) a livello epatico ed intestinale; la presenza al contrario di alcune alcaloidi contenuti nel Banisteriopsis caapi (beta-carboline, soprattutto armina, tetraidroarmalina e armalina) inibiscono le MAO e quindi consentono che il DMT possa raggiungere intatto il Sistema Nervoso Centrale e determinare i sui effetti. Gli effetti della bevanda hanno inizio entro 1 ora e si mantengono per circa 4 ore.
Se invece il DMT viene fumato i suoi effetti compaiono immediatamente, con un picco entro pochi minuti e con una risoluzione entro 30 minuti. Data la brevità dei suoi effetti, a differenza delle 8-12 ore dell’LSD, in gergo il DMT fumato viene chiamato il viaggio del pranzo degli uomini d’affari (business man lunch trip).
Lo studio riportato riferisce, in 121 soggetti australiani, la modalità di consumo, gli effetti soggettivi, gli atteggiamenti verso questo allucinogeno, attraverso le risposte ottenute con un questionario online. L’uso del DMT in Australia potrebbe essere di particolare interesse data l’esistenza dell’allucinogeno in diverse specie native di acacia come anche per la presenza di una cultura musicale elettronica detta “bush doof ” che con tale sostanza è spesso associata. Tutti i soggetti avevano sperimentato l’allucinogeno almeno 1 volta nella loro vita.

Il fumo è la via di somministrazione (98,3%) più comune, assieme ad una percentuale relativamente più esigua che riferiva di aver bevuto la ayahuasca (30,6%).
Le ragioni della loro prima assunzione DMT erano: l’interesse generale per gli allucinogeni (46,6%) la curiosità per gli effetti specifici del DMT (41,7%), mentre quasi un terzo (31,1%), indicava possibili benefici psicoterapeutici della sostanza. Un aumento della conoscenza psicospirituale èstato l’effetto positivo più comunemente riportato sia se il DMT era fumato (75,5%) o assunto con la ayahuasca (46,7%); tale risposta è coerente con altri studi l’esame l’uso rituale di ayahuasca in un contesto religioso. Anche se studi precedenti sull’uso DMT hanno esaminato esclusivamente quello attraverso la ayahuasca, il presente studio dimostra come il fumo sia la modalità prevalente tra gli utilizzatori a fini ricreativi. L’effetto negativo più citato era relativo proprio alla differente via di assunzione utilizzata; con l’ayahuasca più spesso si presentano nausea e vomito (tra gli utilizzatori tradizionali la purga è intesa nel suo significato catartico e rigenerativo) mentre la tosse ed un sapore tipo plastica.
Non ultimo, l’esperienza può condurre, come per altri tipi di allucinogeni, a viaggia cattivi con elevato negativo impatto psicologico.
La maggioranza degli intervistati considera il DMT relativamente sicuro.
Fonte:
V. Cakic et al., Dimethyltryptamine (DMT): subjective effects and patterns of use among Australian recreational users, Drug and Alcohol Dependence, 2010,111,30-37