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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Le droghe alterano stabilmente l’apprendimento e la memoria

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Mia madre diceva spesso che la vita è tutta un’abitudine e che una volta acquisita, imparata, e conosciuta attraverso la ripetizione, diventava poi facile realizzare un compito eventualmente gravoso e forse vissuto male. Lei faceva cenno alle occorrenze normali della vita, talvolta fastidiose, ma verso le quali bastava “semplicemente” la ripetività poi tutto sarebbe divenuto normale.
E questo anche perché, nel tempo, si verificava una diminuzione degli effetti; in sostanza il ripetitivo apprendimento di quanto accadeva dava avvio all’abitudine, alla memoria quindi all’accettabilità degli eventi.

L’abitudine è comunque molto diversa dalla dipendenza, soprattutto se questa diviene patologica  come si verifica dopo uso ripetuto di droghe o altri comportamenti “irregolari”, tipo il gioco d’azzardo, il gaming, sex addiction o l’abuso di internet.
La prima, l’abitudine, non modifica stabilmente i circuiti neuronali che sostengono la memoria e l’apprendimento. In effetti, basta una nuova circostanza operativa e in poco tempo apprendiamo,  ricordiamo e ci abituiamo nuovamente. Non segni di astinenza, non inderogabilità della ripetizione del gesto. Rimane la memoria di una esperienza o di tante altre esperienze che costruiscono un patrimonio ma che allo stesso tempo possono progressivamente svanire e non di rado svanire senza lasciare traccia.



Con le droghe non è così
; esse sono in grado di sviluppare una specie di carcerazione del pensiero che diviene ossessivo e compulsivo se pure ci vogliono anni perché ciò accada.
La memoria e l’apprendimento non riescono a fuggire da questa prigione, salvo raramente.
Come esposto nell’articolo di cui fornisco indicazioni in basso, le droghe d’abuso, attraverso le loro azioni farmacologiche dirette su molteplici sistemi di neurotrasmettitori, sono in grado di usurpare i normali sistemi dell’apprendimento e della memoria.
Tutti i concetti che ho espresso sopra sono quindi mirabilmente trattati in un articolo di molti anni fa del quale riporto solo la traduzione dell’abstract; non mi permetto altro.
È di straordinaria chiarezza e andrebbe studiato….credo anche molto diffuso.

In ultimo, non tutte le sostanze d’abuso hanno simili effetti; ciò ad es., non accade con la cannabis.
g.montefrancesco

Fonte
M.M. Torregrossa, P.R. Corlett, J.R. Taylor, Aberrant Learning and Memory in Addiction, Neurobiology of Learning and Memory, 2011, Nov. 96(4), 609-623.

Abstract

Over the past several years, drug addiction has increasingly been accepted to be a disease of the brain as opposed to simply being due to a lack of willpower or personality flaw.
Exposure to addictive substances has been shown to create enduring changes in brain structure and function that are thought to underlie the transition to addiction.
Specific genetic and environmental vulnerability factors also influence the impact of drugs of abuse on the brain and can enhance the likelihood of becoming an addict. Long-lasting alterations in brain function have been found in neural circuits that are known to be responsible for normal appetitive learning and memory processes and it has been hypothesized that drugs of abuse enhance positive learning and memory about the drug while inhibiting learning about the negative consequences of drug use. Therefore, the addict’s behavior becomes increasingly directed towards obtaining and using drugs of abuse, while at the same time developing a poorer ability to stop using, even when the drug is less rewarding or interferes with functioning in other facets of life.
In this review we will discuss the clinical evidence that addicted individuals have altered learning and memory and describe the possible neural substrates of this dysfunction. In addition, we will explore the preclinical evidence that drugs of abuse cause a progressive disorder of learning and memory, review the molecular and neurobiological changes that may underlie this disorder, determine the genetic and environmental factors that may increase vulnerability to addiction, and suggest potential strategies for treating addiction through manipulations of learning and memory.

Riassunto

Negli ultimi anni, la dipendenza dalle droghe è stata sempre più considerata (e sempre più accettata) come una malattia del cervello e non semplicemente dovuta ad una mancanza di forza di volontà o ad un difetto della personalità.
È stato dimostrato che l’esposizione a sostanze che creano dipendenza causa cambiamenti duraturi, stabili nella struttura e nel funzionamento del cervello e che questo si ritiene sia alla base della transizione (del passaggio) verso la dipendenza patologica. Specifici fattori di vulnerabilità genetica ed ambientale possono influenzare l’impatto delle droghe d’abuso sul cervello e così aumenta la probabilità di diventare tossicodipendenti.
Sono state riscontrate alterazioni durature nella funzione cerebrale nei circuiti neurali noti per essere responsabili dei normali processi di apprendimento appetitivo e della memoria ed è stato ipotizzato che le droghe d’abuso migliorino l’apprendimento e la memoria delle droghe mentre, allo stesso tempo, inibiscono l’apprendimento delle conseguenze negative del consumo delle stesse.
Pertanto, il comportamento del tossicodipendente diventa sempre più indirizzato verso l’ottenimento e l’uso di droghe d’abuso, sviluppando allo stesso tempo una minore capacità di smettere di usarle, anche quando la droga è meno gratificante o interferisce con il funzionamento in altri aspetti della vita.
In questa recensione discuteremo l’evidenza clinica che gli individui dipendenti, attraverso il ripetuto uso delle sostanze, presentano una alterazione dell’apprendimento e della memoria e descriveremo i possibili substrati neurali di questa disfunzione. Inoltre, esploreremo le prove precliniche che dimostrano il  progressivo disturbo dell’apprendimento e della memoria prodotto dalle droghe d’abuso, esamineremo i cambiamenti molecolari e neurobiologici che possono essere alla base di questo disturbo, determineremo i fattori genetici e ambientali che possono aumentare la vulnerabilità alla dipendenza e suggeriamo potenziali strategie per il trattamento della dipendenza attraverso modificazioni dell’apprendimento e della memoria.

M.M. Torregrossa, P.R. Corlett, J.R. Taylor, Aberrant Learning and Memory in Addiction, Neurobiology of Learning and Memory, 2011, Nov. 96(4), 609-623.