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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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La fine della “guerra alla droga”

La fine della “guerra alla droga” si chiama regolazione legale dei mercati.

La scorsa settimana, a Palermo, per tre giorni dal 22 al 24 maggio si sono riuniti i magistrati italiani, europei, latino-americani impegnati nella lotta al narcotraffico internazionale. Una serie di incontri per favorire il confronto su esperienze tecniche investigative per il contrasto sia verso i gruppi criminali tradizionali che quelli emergenti. Scambiare informazioni sui legami tra le diverse organizzazioni presenti nei vari contesti e condividere informazioni sull’evoluzione della criminalità organizzata, sulle rotte, sulle logiche del traffico di droghe, sul contrasto ai proventi delle attività illegali.

Il traffico illecito di droghe è uno degli affari più redditizi della criminalità organizzata. Secondo l’ultimo rapporto pubblicato dall’Ufficio sulle droghe e il crimine dell’ONU (United Nations Office on Drugs and Crime – UNODC) le persone che consumano abitualmente sostanze illecite nel mondo sono poco meno di 300 milioni e rappresentano il 6 % circa della popolazione del pianeta; in dieci anni sono aumentati del 23 %.
Il traffico illegale ha un volume di guadagni impressionante: nel 2009 era stimato in 84 miliardi di dollari, oggi fonti attendibili valutano che sfiori i 350 miliardi.
Insomma sono un business che non accenna a diminuire e anzi si allarga.
Nel biennio 2020-2021 la crisi dovuta all’epidemia globale di Covid ha investito tutti i settori economici, compresi quelli illegali. Come qualunque multinazionale, le organizzazioni criminali si sono quindi riorganizzate e hanno diversificato gli investimenti e cambiato l’intera mappa del narcotraffico.
Il narcotraffico è legato e connesso anche al traffico illecito di armi, rifiuti tossici,  esseri umani, metalli rari ma nonostante tutti gli sforzi, tutte le risorse impiegate solo il 10 % per cento delle sostanze trafficate viene sequestrato. Tra l’altro questo è un costo che i Narcos mettono comunque in preventivo; anzi arrivano persino anche a contrattare e corrompere funzionari pubblici e agenti dell’antidroga.

La cannabis continua ad essere la sostanza più consumata ma è aumentata la richiesta di droghe sintetiche e la produzione di cocaina è tornata a crescere.

L’Europa resta sempre un mercato di prima grandezza.
Alle rotte terrestri, diventate troppo rischiose, i grandi gruppi criminali hanno privilegiato quelle marittime. Il controllo dei porti è quindi diventato vitale.
Per la cocaina le rotte partono dal Brasile, dal Paraguay e dall’Ecuador per giungere nel nord Europa e nel Mediterraneo.
I punti tradizionali di ingresso restano l’Olanda, il Belgio e la Spagna ma si stanno fermando anche la Norvegia, la Russia e anche la Svezia.
Importante è anche la rotta che dal Golfo di Guinea risale verso l’Europa attraverso l’Africa occidentale e il Sahel, dove tra l’altro agisce la mafia nigeriana che agisce anche in Europa; è un narcotraffico che alimenta anche i gruppi jihadisti.
Le reti criminali brasiliane, colombiane, venezuelane e messicane hanno stretto alleanze, accordi con la ‘ndrangheta e con la mafia albanese. Quest’ultima si è spinta fino al Sud America e grazie ai vincoli familiari dei clan che garantiscono l’omertà assoluta è riuscita, insomma si sta creando un suo spazio. Ha una struttura organizzativa simile a quella della ‘ndrangheta, ha la stessa pericolosità, la stessa forza, la stessa determinazione. Le manca ancora l’esperienza e la fittissima rete di contatti ma è solo questione di tempo.
La ‘ndrangheta resta una delle organizzazioni criminali più potenti al mondo, l’unica presente in tutti i 5 continenti ed è la sola che dispone di una rete di trasporto di spaccio anche in Australia.

Il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo che ha presieduto alcuni degli incontri che si sono tenuti nella tre giorni di Palermo intervistato da Lirio Abbate per la Repubblica ha sottolineato la necessità di un deciso cambio di passo, di strategie di contrasto di lungo respiro, la necessità di abbandonare le indagini finalizzate solo ai sequestri di droga e invece sviluppare una conoscenza e una comprensione complessiva delle organizzazioni criminali che agiscono su scala globale in molti settori e usano anche tecnologie avanzate.

La tre giorni di Palermo è stata organizzata in occasione dell’anniversario dell’uccisione di Giovanni Falcone morto insieme alla moglie e agli uomini della sua scorta.
Falcone sosteneva che per capire la mappa degli interessi criminali e i legami tra le varie organizzazioni bisogna seguire i soldi cioè ricostruire pagamenti, scambi di denaro, investimenti.
Era stata l’intuizione di Gaetano Costa il procuratore capo di Palermo assassinato per le sue indagini sui clan Spatola, Inzerillo e Gambino. Un’idea ripresa dal consigliere istruttore Rocco Chinnici, anche lui assassinato, e poi fatta propria dal pool antimafia. Giovanni Falcone diceva che la mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà una fine. Nell’anniversario delle stragi di Capaci, ricordando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, il presidente Sergio Mattarella ha affermato che la Repubblica ha dimostrato che la mafia può essere sconfitta e che è destinata a finire.

Io ho un grande rispetto per le capacità di magistrati, investigatori, poliziotti impegnati ogni giorno per stroncare il traffico illegale di droghe. Impegna capacità profusi senza risparmi in una lotta che non finirà, non finirà fino a quando la politica insisterà in quell’insensata guerra alla droga proclamata più di cinquant’anni fa che ha gettato le basi del narcotraffico, del traffico illecito che conosciamo oggi.
La fine della guerra alla droga si chiama regolazione legale dei mercati.
Legalizzare significa stroncare il mercato nero
che rappresenta una fonte inesauribile di profitti per le masse di ogni colore, ad ogni latitudine, quella di ieri,quelle di oggi e anche quelle future.

g. montefrancesco (solo per lievi correzioni della trascrizione automatica)

Fonte
– La nota antiproibizionista 27 MAG 2024
EDITORIALE di Roberto Spagnoli – Radio Radicale – 07:30 Durata: 5 min 41 sec.
La figura riportata delle NPS (Nuove Sostanze Psicoattive) è parte del Rapporto Europeo sulle Droghe 2023. EMCDDA – Lisbona