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Amiamo il corpo per quello che mettiamo dentro.

Il corpo esprime le nostre differenze: attraverso i gesti e A�le espressioni del viso; con A�il movimento degli arti noi interagiamo nel mondo. Tramite la corporeitA� esprimiamo chi siamo e come abitiamo lo spazio.
Il nostro corpo, con il quale entriamo in relazione, non lo amiamo per quello che A?, per le sue qualitA� intrinseche, ma per quello che rappresenta, per ciA? che vi mettiamo di noi stessi.
In psicologia le rappresentazioni percettive, affettive, cognitive della��esperienza corporea sono state racchiuse alla��interno di due concetti fondamentali: schema corporeo (body schema) e immagine corporea (body image). Con il primo termine si indicano tutte le rappresentazioni di tipo percettivo, con il secondo quelle di tipo affettivo-cognitivo. Noi siamo interessati a questa��ultimo concetto.
Per immagine corporea, quindi, non sa��intende solamente il corpo cosi come lo vediamo quando siamo davanti allo specchio, ma come lo sentiamo e come esso si modifica mentalmente, anche in assenza di cambiamenti fisici visibili. Cosi intesa, la��immagine corporea include la��esperienza personale del proprio corpo, distinguendola dallo schema corporeo, struttura di riferimento dei dati sensoriali, che fa capo ad un dispositivo anatomo-fisiologico. Secondo Schilder la��immagine corporea A?A� la rappresentazione mentale che un individuo ha del suo corpo. Questa��immagine A? tridimensionale e viene costruita a livello celebrale sulla base delle continue sensazioni tattili, uditive, visive, cinestesiche che provengono dal corpo.
La nostra immagine corporea non A? statica, anzi essa si modifica nel tempo, evolvendoA� e ristrutturandosi ogni volta in relazione sia allo sviluppo, sia alle esperienze personali e sociali che facciamo.

Le tematiche relative al problematico rapporto con il corpo e il rifiuto del proprio aspetto sono componenti importanti sia dei disturbi del comportamento alimentare che della��obesitA�.
Molte persone sono afflitte dalla preoccupazione per il proprio aspetto, cercano una forma fisica a�?da prima paginaa�? e lo sport e le diete estreme possono diventare, per taluni, ossessivi mezzi per raggiungere il fisico desiderato.

Gli studiosi dei disturbi della��alimentazione hanno suggerito che essi sono il risultato di una immagine corporea negativa, che comporta una intensa preoccupazione per la��essere grassi e il ricorrere a comportamenti estremi per controllare il peso.
Solitamente i pazienti che soffrono di disturbi alimentari riportano insoddisfazione verso determinate caratteristiche fisiche, come il peso, la forma del corpo o di alcune parti di esso.
Thompson (1992) definA� il a�?disturbo della��immagine corporea (a��) come uno stato persistente di insoddisfazione, preoccupazione e disagio correlato ad un aspetto della��apparenza. Un certo grado di malfunzionamento nelle relazioni sociali, nelle attivitA� sociali o nel funzionamento lavorativo deve essere presentea�?.
Una��immagine corporea negativa puA? essere associata alla dispercezione di alcune parti corporee e di determinate caratteristiche vissute come molto piA? grandi di quello che in realtA� sono. Solitamente le persone anoressiche si sentono grasse e temono di apparire tali. Infatti esse sovrastimano la propria taglia corporea, soprattutto in conseguenzaA� a stati emozioni negativi.
Le situazioni di interazione sociale possono rappresentare una condizione molto difficile da affrontare per chi soffre di una rappresentazione corporea negativa. Il soggetto immaginerA� di essere osservato dagli altri a causa del suo aspetto, provando sentimenti depressivi, ansiosi, di vergogna e di inadeguatezza.
La risoluzione che spesso le persone trovano per non sottoporsi al giudizio altrui e di se stessi A? quello del ritiro sociale che a sua volta comporta ulteriori sentimenti negativi verso se stessi.

Un esercizio che si fa spesso con i pazienti affetti da disturbi alimentare A? quello di far disegnare loro le proprie forme del corpo su un pannello a grandezza umana. Sovrapponendo il disegno della propria figura con la��immagine della stessa rimandata dallo specchio si noterA� che le persone avranno sovrastimato i confini del proprio corpo.
Per comprendere cosa sia la��immagine corporea e come essa non corrisponda alle mere forme fisiche vi invito a prendere uno spago e a fareA� un cerchio che corrisponda al vostro giro vita immaginato. Dopo aver segnato il punto, passatevi lo spago intorno alla vita indicando la vostra vera circonferenza. Scoprirete che vi A? una discrepanza, piA? o meno forte, tra il giro vita immaginato e quello reale.

Dott.ssa Cinzia Di Cosmo

Fonti
Schilder P. (1950): The image and appearance of the human body. International Universities Press, New York.
Taylor M.J., Cooper P.J. (1992). Experimental study of the effect of mood on body size perceprion, Behaviour Research and Therapy, 30, 53-58.

 

tags: #disturbi alimentari #immagine corporea #schema corporeo

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