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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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Io e la coca. Prima del calcetto mi tiravo due striscie.

Io, prima, mi facevo le canne. Tante. Ma solo le canne. Tant’é che la prima volta mi presero s’erano fissati c’avessi la coca ma io ne dissi “a me mi garba fumà le canne” e loro giù così, calci nel culo per vedere se c’avevo qualcosa.
Poi durante il militare girava di tutto: acidi, ketamina … e coca.
C’era uno che era militare con me che era napoletano, figlio di un boss. Una volta addirittura s’andò fuori da un carcere per … poi dopo ho capito che aveva tipo una mezza evasione … dovevamo portar via un parente ma non arrivò e s’andò via.
Insomma questo qui mi fece provare la coca. Quella vera. Bamba vera. Non la merda che danno in giro. “Cazzo” pensai … perché la coca bona t’arriva subito.
Poi non é polvere é più a cristalli piccoli, giallognola, ci sono diversi tipi ma alla fine il prodotto, la qualità la vedi subito, la assaggi.

Insomma questo tipo m’ha introdotto al giro grosso.
Lui mi faceva avere la coca e io la vendevo nella zona. In tre mesi ho ammazzato il mercato perché io c’avevo la coca migliore al prezzo migliore.
Nei castelli intorno a Siena alle feste quando arrivavo io arrivava il re. Poi é successo che il giro diventava troppo grosso.
Cioé io mi ero sposato, era nato il bimbo, ero un impresario edile e non c’avevo più il tempo.
Scrissi alla mamma di quel tipo che era lei che gestiva tutto il giro.
Lei mi rispose, cortese, gentile. Saremmo comunque rimasti in contatto.

Lì praticamente la mia vita cambiò perchè io avevo messo la testa a posto. Cioé lavoro, lavoro, lavoro.
Prima del calcetto mi tiravo due striscie ma poi stop. Una volta a settimana. Ero fuori. Qualche cannetta. Ma ero fuori capito. Poi un giorno torno a casa prima, salgo le scale perché c’avevo la camera da letto al piano di sopra e trovo la mi’ donna con un’amica. Erano così, gnude e …. Loro quando mi hanno visto ho detto “vai fuori il bimbo dov’è? Rivestiti t’aspetto giù”. Sono andato giù e tempo un’ora era fuori. Ir bimbo l’aveva lasciato da sua mamma. Lì ho chiamato quelli e mi sono fatto mandare la coca. Veniva la mercedes, lasciava il pacco davanti casa e suonavano. Io aprivo quando erano già andati via.
In due settimane mi sono tirato tipo cinque grammi al giorno. Andavo avanti a coca e whiskey.
Poi é venuta la mi’ mamma. Quando m’ha portato al Ser.T pesavo trenta chili e non c’avevo le gambe, ballavano … molli. Ero una larva.
Ora sono due mesi che sono qui e l’unica cosa che mi fa andare avanti é il pensiero del bimbo.
Sono qui per lui.

Anonimo