News

Foto dott. Giuseppe Montefrancesco
Responsabile del sito
Dott. Giuseppe Montefrancesco

I falsi positivi – per capire di più

I falsi positivi  negli esami tossicologici (ovvero la presenza di una sostanza, falsamente o erroneamente riportata mentre in realtà non c’è) possono risultare tali per diverse ragioni; ne riportiamo alcune.

Procedure laboratoristiche di conservazione e di stoccaggio sbagliate, la non corretta separazione dei campioni o la loro etichettazione errata, (tutte procedure per le quali possono non essere osservate le migliori pratiche), compromettono i campioni in modo da produrre risultati errati.

Livelli di cut-off molto bassi assieme ad esposizioni accidentali
Se il laboratorio utilizza o deve utilizzare un valore soglia molto basso per affermare la presenza della sostanza d’abuso, allora le persone sottoposte ad una esposizione accidentale o occasionale di quest’ultima potrebbero risultare positivi perché contaminati.

Ad esempio, la cocaina, sostanza estremamente diffusa nell’ambiente (soprattutto in coloro che toccano denaro cartaceo o sono prossimi a persone che utilizzano la sostanza) contamina la matrice dell’esaminato e risultare positiva malgrado il non uso, soprattutto se la soglia di rilievo è molto bassa.
Secondo talune ricerche anche il pre-trattamento del capello può causare che la cocaina, presente sulla parte esterna del capello, venga spinta verso l’interno di questo.
Per la stessa ragione si può dire che il fumo passivo di marijuana che può rendere i risultati positivi se il livello di cut-off è troppo basso; altrettanto con cibi nei quali è stata aggiunta cannabis e inconsapevolmente o consapevolmente ingeriti.
Fumare con elevata frequenza cannabis a ridotte concentrazioni di THC (0,2-0,6 %), come in prodotti legalmente venduti in negozi specializzati, può determinare positività ai cannabinoidi.
Mangiare torte con semi di papavero può dare risultati positivi agli oppiacei.
Nel caso dell’esame tossicologico del capello o altri annessi cutanei (pelo toracico, pubico, ascellare, barba) devono essere considerate le variazioni di colore, di spessore, di sede, ed anche genetiche che differentemente consentono l’acquisizione dall’esterno di una sostanza.

Ultimamente e con elevata frequenza, molti individui riportano circostanze di contaminazione che poi divengono di difficile risoluzione perché non è molto agevole dimostrare come sia avvenuta la contaminazione stessa.
Aldilà di situazioni in cui realmente ciò può essere accaduto molto spesso il motivo della presenza di droghe, per avvenuta contaminazione, è addotto più che altro come pretesto.

Anche nei test di conferma, l’utilizzazione di cut-off molto bassi pone problemi.

Reattività crociata con farmaci, sostanze simili alla droghe.
Nell’esame tossicologico delle urine, in cui si utilizza uno screening immunologico, molte sostanze (farmaci o loro metaboliti) possono causare reattività crociata con le droghe perché hanno una struttura chimica simile. Ad esempio, ciò può accadere con:

• antinfluenzali e decongestionanti nasali e antistaminici
• antiinfiammatori
• antidolorifici
• alcuni antibiotici
• antidepressivi
• antipsicotici
• ormoni androgeni
• melanina

Un risultato positivo nei test di screening iniziali (ad es. esame urine), deve essere (o può essere) dimostrato con un esame di conferma per mezzo di metodi più raffinati, come GC / MS (gascromatografia combinata con spettrometro di massa).
Il fine è di eliminare qualsiasi probabilità di ottenere un falso positivo quando in realtà non è tale.
Ricordiamo che l’esame delle urine non ha valore legale e quindi va confermato.
La conferma è necessaria se la persona nega di aver usato droghe e soprattutto se vi sono in questione problemi legali.
Il problema può nascere anche nei riguardi di pazienti in trattamento.

Valori soglia (cut-off) in un esame delle urine come indicati dalla Regione Toscana

CLASSI DI SOSTANZE CUT-OFF (ng/ml)
Oppiacei metaboliti 300
Cocaina metaboliti 300
Cannabinoidi (THC) 50
Amfetamina – Metamfetamina 500
MDMA 500
Metadone 300

Esami di conferma attuati con metodica cromatografica accoppiata a spettrometri di massa
(GC/MS o LC/MS)

SOSTANZE CUT-OFF (ng/ml)
Oppiacei metaboliti (morfina, codeina, 6 -acetilmorfina) 100
Cocaina e metaboliti 100
Cannabinoidi metaboliti 15
Amfetamina ed analoghi
(metamfetamina, MDMA, MDA, MDEA) 250
Metadone 100
Buprenorfina 5

Conseguenze dei falsi positivi

Intanto va sottolineato che, secondo alcuni studi, dal 5 al 10% di tutti gli esami tossicologici può risultare falsamente positivo per le diverse ragioni prima riportate.
Considerata inoltre la diffusione di questi test:
• per lavoro,
• per controllo terapia (ovvero adesione alla stessa),
• per controllo antidoping,
• per le Commissioni patenti nella idoneità alla guida
• accertamento di responsabilità penali o civili in incidenti stradali, reati o altre circostanze
• nella tossicologia post mortem
si impone rigorosità e affidabilità degli esami di conferma

Le conseguenze di un risultato positivo ad un test tossicologico sono varie e importanti:
— eventuale perdita del posto di lavoro,
— mancato rinnovo della patente di guida,
— responsabilità penali o civili in incidenti, reati
— perdita in generale di alcuni privilegi ed altro.

Fonti
– American Psychiatric Association (APA). New Study Shows Inconsistencies In Drug Testing. https://www.rttnews.com/amp/1323040/new-study-shows-inconsistencies-in-drug-testing.aspx Accessed June 29, 2019.
– Eva Cuypers et al., Consequences of Decontamination Procedures in Forensic Hair Analysis Using Metal-Assisted Secondary Ion Mass Spectrometry Analysis. Analytical Chemistry, 2016

giuseppe montefrancesco 0577 – 233228
dott. agostino pasqualini 0577 233217 U.O. “Tossicologia Forense” Università degli Studi di Siena.