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Dott. Giuseppe Montefrancesco
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L’agopuntura, funzionamento e possibile ruolo nella tossicodipendenza

Per quanto attiene specificatamente il nostro interesse riportiamo un lavoro eseguito circa 10 anni fa in cui veniva segnalata la possibilità di intervento dell’agopuntura negli stati di tossicodipendenza.
Attualmente una nuova ricerca condotta presso l’ospedale universitario di Essen in Germania ha riconfermato le osservazioni precedenti; sempre a mezzo della risonanza magnetica funzionale sono state direttamente osservate le aree del cervello attivate dal dolore e le variazioni che si verificano con l’agopuntura.
In 18 volontari sani, dopo stimolo doloroso elettrico prodotto sulla caviglia sinistra e dopo posizionamento di altri aghi in specifiche zone, i ricercatori hanno proceduto a varie sessioni di risonanza magnetica funzionale (fMRI) confrontando le immagini ottenute con e senza agopuntura. Tale metodologia mostrava che l’attivazione delle aree cerebrali coinvolte nella percezione del dolore era significativamente ridotta o modulata con l’agopuntura.
I dati sono stati presentati al meeting della Radiological Society of North America, 10 febbraio 2010.
L’agopuntura, antichissima pratica cinese utilizzata da questa in svariate condizioni cliniche, basa la sua tecnica sulla teoria dei meridiani e dei flussi energetici. Sino agli anni ’70 la medicina occidentale ha sempre accolto con notevoli riserve la sua applicazione come medicina alternativa; al contrario svariate dimostrazioni della sua attendibilità scientifica hanno incrementato la popolare diffusione entro i moderni trattamenti. Studi sugli animali e sull’uomo suggeriscono che l’agopuntura deve presumibilmente la sua attività analgesica alla capacità di agire a livello del sistema nervoso centrale ove modula l’attivazione dei sistemi analgesici e stimola il rilascio di neurotrasmettitori come i peptidi oppioidi endogeni.
Le aree limbiche codificano gli aspetti cognitivi ed emotivi ( psicologici ) del dolore e quindi possono essere di rilevante importanza nel meccanismo analgesico dell’agopuntura ovvero nel controllo delle vie antinocicettiva. Il sistema limbico è altresì centrale nella complessiva azione delle droghe e nello sviluppo della tossicodipendenza. Al fine di caratterizzare le vie di stimolazione nel cervello umano, fu condotto uno studio di immagini (radiografico) con l’uso della risonanza magnetica funzionale; 9 volontari sani  6 uomini e 3 donne furono realmente stimolati 2 punti tra quelli di norma utilizzati negli studi sperimentali, l’ST.36 (sulla gamba sinistra, punto Zusanli) e l’LI.4 (sulla mano, punto Hegu).
Negli stessi, per controllo, furono prodotte altre due stimolazioni superficiali ossia interventi di agopuntura minimale; a questo seguirono le registrazioni delle risposte psicofisiche ovvero sensazione di dolore, ansia e spiacevolezza assieme al cosiddetto effetto De-qi, effetto proprio dovuto alla manipolazione con l’ago.
Risultati: la reale stimolazione conseguente all’agopuntura nei punti riportati determinava un significativo più alto punteggio per l’effetto De-Qi e una evidente bradicardia. Inoltre si osservava l’attivazione dell’ipotalamo e del nucleo accumbens e la deattivazione della parte rostrale della corteccia cingolata anteriore, dell’a