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Dott. Giuseppe Montefrancesco
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Gli adolescenti rischiano di più.

Nida NewsScan Nov. 2010-12-26 This special neuroscience issue of NIDA NewsScan was created to coincide with the Frontiers in Addiction Research: NIDA Mini-Convention, a satellite meeting on November 12 at the Society for Neuroscience 40th Annual Meeting.

L’adolescenza è un periodo dello sviluppo spesso caratterizzato da una maggiore tendenza al rischio e all’azione a  ossia alla pericolosità e alla sperimentazione a  rispetto a quanto accade nei bambini o negli adulti. Come è noto, gli adolescenti sono molto sensibili alle ricompense e precedenti ricerche avevano già mostrato ciò, sebbene, i vari aspetti di questo processo fossero sconosciuti. In sostanza quale la ragione dell’aumentata sensibilità degli adolescenti agli stimoli premianti. Studi idonei alla identificazione di quanto prima sono stati condotti utilizzando la risonanza magnetica funzionale (RMF) ed i ricercatori hanno concentrato la loro attenzione su 2 aspetti fondamentali di tale processo che rendono appetibile la gratificazione e per questo se ne cerca la realizzazione:

  1. l’assegnazione del valore a qualcosa che richiede attenzione o una specifica azione
  2. la predizione dell’errore ovvero la differenza tra il premio atteso da una azione e il risultato effettivo.

Analizzando le scansioni cerebrali degli adolescenti che avevano completato i compiti di apprendimento assegnati, i ricercatori hanno identificato le regioni del cervello le cui risposte variano a seconda che il soggetto sia impegnato in uno di questi due aspetti (valutazione di qualità o errore di previsione) ed, inoltre, come queste  giudizi  siano differenti nell’infanzia e nell’età adulta.

I risultati dello studio hanno mostrato che le risposte sono coerenti con la presenza di specifiche differenze di sviluppo nella previsione dell’errore conseguenti e correlate ad aumento o ad una diminuzione del segnale dopaminergico – tale che, ad es., la maggiore presenza di comportamenti a rischio nell’adolescenza potrebbe essere spiegata, in parte, da una maggiore motivazione (da un aumentato desiderio o necessità) ad ottenere risultati positivi.
Questo al contrario di quanto accade nei confronti di risultati potenzialmente negativi  ovvero non premiali, non gratificanti – nei confronti dei quali vi è naturalmente un diminuito interesse.

Fonte. KCohen JR, Asarnow RF, Sabb FW, Bilder RM, Bookheimer SY, Knowlton BJ, Poldrack RA. A unique adolescent response to reward prediction errors. Nat Neurosci. 2010 Jun;13(6):669-71.