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I soggetti obesi sottoposti ad intervento chirurgico per perder peso aumentano la��uso di sostanze (legali e illegali) nei due anni successivi alla��operazione, per compensare la minor introduzione di cibo.

Questo A? quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Archives of Surgery.A�Hanno partecipato allo studio 155 persone reclutate ad un incontro informativo sulla chirurgia bariatrica (dal greco baros = peso).A�I soggetti sono stati divisi in gruppi a seconda che si sottoponevano a due diverse tecniche.A�Infatti un gruppo di persone ha subito una�? Bypass gastrico roux-en-Y gastrica�? che consiste nella creazione di una piccola tasca gastrica, che puA? contenere solo ristrette quantitA� di cibo, connessa un’ansa intestinale isolata.

Gli alimenti ingeriti a�?bypassanoa�? lo stomaco, il duodeno ed il primo tratto dell’intestino tenue che a loro volta vengono riconnessi all’ansa intestinale.

I soggetti restanti si sono sottoposti ad un a�?Bendaggio gastrico regolabilea�? che consiste nel posizionamento di un anello di silicone attorno alla parte superiore dello stomaco allo scopo di ridurre le dimensioni di questa��ultimo.

Tutti i pazienti hanno compilato due questionari sul comportamento alimentare e sulla��uso di sostanze prima di sottoporsi alla��operazione e A�a distanza di 1, 3, 6, 12, 24 mesi dalla��intervento.

I ricercatori riportano che tutti i partecipanti hanno aumentato la frequenza della��uso droga, alcol e sigarette complessivamente nei due anni successivi alla��intervento. Tale incremento A? stato progressivo dal primo, al terzo al sesto mese fino al ventiquattresimo mese dalla��operazione.

Come mostrano i risultati di questo studio i soggetti obesi hanno sostituito la dipendenza da cibo con quella da sostanze.

Esiste allora una relazione tra la dipendenza da alimenti e quella da droghe?A�La��impulso a mangiare grandi quantitA� di cibo, associato alla sensazione di non riuscire a smettere, A? paragonabile a quello che spinge i consumatori di droghe e di alcol a cercarne sempre di piA?, fino a non poterne fare a meno.

La dopamina A? una sostanza chimica presente nel nostro cervello ed A? deputata a farci provare la sensazione di piacere. Quando la dopamina si lega ai recettori D2 vengono attivati i circuiti della gratificazione con conseguente sensazione di benessere.

Wang e colleghi hanno mostrato che sia gli obesi che i tossicodipendenti presentano recettori D2 in numero inferiore alla norma. In particolare nei soggetti obesi A? stata evidenziata una relazione inversa tra la��indice di massa corporea e la quantitA� di tali recettori. Gli studiosi suggeriscono che la componente genetica puA? avere un ruolo importante nel spiegare la carenza dei recettori D2 e i comportamenti compensatori ad essa associati, come la��assunzione di amfetamine, alcool, cocaina per i tossicodipendenti e il cibo per gli obesi.

La carenza di questi recettori rende piA? difficile provare la sensazione di piacere in quanto la dopamina fatica a trovare recettori D2 a cui legarsi; droghe, alcol e cibo stimolano la produzione di questa nel cervello.

Possiamo quindi dire che negli obesi e nei tossicodipendenti la scarsitA� dei recettori D2 diminuisce la sensazione di piacere legata alla��introduzione della��oggetto del bisogno spingendo cosA� la��individuo ad assumerne dosi sempre maggiori.

E per quanto vediamo mai in maniera soddisfacente.

I soggetti dello studio sopra citato non potendo introdurre grandi quantitA� di alimenti hanno ripiegato sulle droghe sulla��alcol e sulle sigarette stimolando il sistema dopaminergico per provare lo stesso piacere derivante dalle abbuffate alle quali hanno detto addio dopo la��operazione.

 

Riferimenti:

Conason et al. Substance Use Following Bariatric Weight Loss Surgery. (2012). Archives of Surgery, 1-6. doi:10.1001/2013.jamasurg.26

Wang et al. (2001). Brain dopamine and obesity. Lancet, 357(9253), 354 – 357.

 

Dott.ssa Cinzia Di Cosmo, psicologa

 

tags: #alcol #obesità #sigarette

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