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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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PMMA, la super pillola.

E’ ufficiale.
Le nuove protagoniste dei fine settimana nord-europei 2015 sono le Superman Pills, pillole con su impressa la famosa S simbolo del kryptoniano più famoso sulla terra. Kryptonite? No, ma hanno su chi le ingerisce lo stesso effetto che il minerale avrebbe su Superman: uccidere. E’ per questo motivo che il Sistema Sanitario Olandese, il 16 gennaio di quest’anno, ha ufficialmente emanato un’ Allerta ‘Supermana”Pills.
Solo nel fine settimana precedente infatti le pillole in questione si erano rese responsabili di almeno 4 morti nel Regno Unito e di una preoccupante diffusione tra Olanda e Germania; vendute come MDMA  (ecstasy), contengono in realtà dosi letali di una’altra sostanza, la PMMA (ParaMetossi-N-MetilAmfetamina). Si tratta di una amfetamina con effetti psichedelici e stimolanti il sistema nervoso centrale, con una ampia varietà di effetti dannosi per salute.
Il tutto è dovuto ad un complesso e inusuale meccanismo d’azione: agisce, come le altre amfetamine, determinando un rilascio di serotonina, ma a questa azione aggiunge anche quella di inibire l’enzima preposto alla degradazione della serotonina stessa, con il risultato di uno smodato aumento di quest’ultima nel sistema nervoso.
Si viene così a creare il potenziale per l’instaurarsi di una sindrome serotoninergica che se non trattata rapidamente porta a morte il paziente. Come se non bastasse l’effetto auto potenziante insito nella sostanza, ci sono almeno altri due fattori che rendono la PMMA una delle più pericolose droghe in circolazione: in primo luogo molte delle compresse analizzate non contengono solo PMMA ma anche MDMA, che aumenta ulteriormente il rilascio di serotonina; in secondo luogo gli effetti psichedelici vengono avvertiti solo diverse ore dopo l’assunzione spingendo l’utilizzatore a ritenere la dose insufficiente e quindi a ripeterne l’assunzione.
Ma cosa si prova dopo aver assunto la PMMA?
I sintomi che dominano i primi 30 minuti dell’effetto sono quelli di euforia, sensazione di empatia con l’ambiente circostante, aumento delle percezioni sensoriali e maggior apprezzamento dei suoni (per questo si presta bene ad essere assunta in discoteca); dopo questa fase però compare comunemente uno spiacevole senso di intossicazione con visione offuscata, battito cardiaco accelerato, aumento della temperatura corporea, allucinazioni e nausea. A questo punto, se la dose non è troppo elevata, nel giro di qualche ora si ha un lento miglioramento della condizione. Il sovradosaggio porta invece ad una forma grave della già citata sindrome serotoninergica che si caratterizza, tra i numerosi sintomi, per: brividi, tremori, ansia, febbre molto elevata (ipertermia maligna), tachicardia e sudorazione profusa, fino ad arrivare a condizioni di rabdomiolisi (rottura delle cellule muscolari), insufficienza renale, shock e morte. Ovviamente si tratta di una condizione di estrema urgenza medica che, per altro, non avendo un trattamento specifico, riduce le possibilità terapeutiche al controllo di questi sintomi in attesa che sia il sistema nervoso stesso a ridurre i livelli di serotonina (fattore che aumenta ulteriormente la mortalità legata a questa condizione). La Superman Pill è dunque l’ulteriore preoccupante manifestazione del processo di marketing che caratterizza l’odierna vendita di droghe; si fa accattivante, intercetta un’esigenza di mercato tanto popolare da poter avere impresso il simbolo di una delle icone pop più famose al mondo, mercifica ed evoca quel potere che noi giovani sentiamo sempre più lontano.
Ma per ogni Superman c’è la sua Kryptonite.

Mattia Bozzelli