Le storie

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Dott. Giuseppe Montefrancesco
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Un dramma familiare e i tempi della cocaina (uso di cocaina e cocaetilene)

Non è più riuscita a far fronte a tutti i gravi avvenimenti che le sono capitati nell’ultimo periodo, così ha deciso di andare in Svizzera, dove il suicidio assistito è legale. E in tale modo ha deciso di lasciare questo mondo, il 25 aprile 2013. Daniela, 66 anni, invalida fin da bambina, nella sua vita ha lottato contro la poliomielite, ha combattuto in politica e ha fatto i conti con la morte del marito uscendone sempre a testa alta e con la forte voglia di continuare a lottare. Ma con l’ultimo avvenimento, la donna ha smesso di combattere, si è arresa. Ma qual è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso? Capodanno 2013. La prima notte dell’anno è sempre una grande occasione per staccarsi dalla monotonia, dalla noia e dai problemi della vita. Un grande problema della vita attuale è la disoccupazione, e Diego, 29 anni, figlio di Daniela, era alla disperata ricerca di un lavoro. Ma a Capodanno voleva distogliersi da questo pensiero, per cui ha deciso di festeggiare l’anno nuovo in allegria, in discoteca con gli amici. A mezzanotte i partecipanti si scambiano gli auguri e poi si aprono le danze. Come tutti, Diego alterna momenti di vivace danza a momenti di riposo in compagnia degli amici e di qualche drink, e la notte di Capodanno va avanti in questo modo. Intorno alle 4, però, qualcuno lo vede allontanarsi dalla discoteca, ma sicuramente chi ha visto questo suo spostamento non poteva aspettarsi un epilogo così tragico: Diego, intorno alle 6.30, è stato accompagnato al Pronto Soccorso, ma all’arrivo dei Carabinieri è stato abbandonato lì, in uno stato di coma durato poi due giorni, dopo i quali Diego è deceduto, il 3 gennaio, per un arresto cardiocircolatorio. I primi esami hanno rilevato un tasso alcolemico molto elevato, mentre il successivo esame tossicologico ha confermato che Diego ha assunto cocaina.

La cocaina (benzoilecgogonina) è una sostanza stupefacente il cui meccanismo d’azione – per i suoi effetti ricercati – è quello di impedire la ricaptazione della dopamina da parte della proteina trasportatrice nello spazio intersinaptico; ciò aumenta enormemente la disponibilità del neurotrasmettitore nei confronti dei recettori neuronali postsinaptici che così vengono stimolati per tempi e concentrazioni elevate. Essa può essere utilizzata da sola o in associazione con alcune sostanze che ne potenziano gli effetti. In particolare Diego, prima di assumere cocaina, all’interno della discoteca aveva bevuto alcolici. La circostanza di utilizzare alcol accade anche dopo l’uso di cocaina, nella fase in cui il cocainomane sa di non poter più sniffare la sostanza (perché ad esempio ne ha esaurito le scorte) e per rallentare o alleviare i sintomi dell’astinenza, assume sostanze che ne riducono l’espressione. In sostanza il cocainomane sa che starà male per cui può bere alcol o ingerire metadone o eroina o ansiolitici come le benzodiazepine.

Se la cocaina viene assunta da sola, i prodotti del suo metabolismo epatico sono molecole sostanzialmente inattive (escluso alcune ad es. la norcocaina). Se invece viene associata all’alcol, il fegato produce un metabolita attivo e molto pericoloso, chiamato cocaetilene, con effetti simili alla cocaina ma che si manifestano più velocemente e per un tempo più lungo. Ma inevitabilmente, gli effetti collaterali del cocaetilene sono maggiori: oltre che provocare più ansia e aggressività, la tossicità a livello cerebrale, epatico e cardiaco è maggiore. La formazione del cocaetilene però sposta temporalmente anche l’eventuale evento tragico o le complicazioni. Se ordinariamente gli effetti collaterali della cocaina si può dire coincidano con la sua assunzione, nel caso della formazione del cocaetilene tali conseguenze, anche fatali, si possono osservare in tempi “non previsti” ovvero lontani dall’ultimo uso. Ci sono altre sostanze che possono essere associate alla cocaina per migliorarne l’effetto: un classico esempio è l’associazione con l’eroina (detta speedball), che ha il vantaggio di ridurre l’effetto down della cocaina (ma con effetti collaterali gravi come depressione respiratoria, grave confusione, eccitazione eccessiva). Un’altra associazione possibile è quella con i derivati della cannabis (marijuana, hashish), che potenziano gli effetti della cocaina ma i cui effetti collaterali a livello cardiovascolare sono notevoli: severe patologie cardiache acute e croniche e occlusioni di importanti vasi arteriosi.

Certo è che il mix più pericoloso è quello con l’alcol, visti gli effetti collaterali del cocaetilene, che si sono rilevati fatali per un ragazzo giovane come Diego, il cui ricordo è sempre vivo nella sua terra, nello stadio in cui inneggiava alla squadra di calcio della sua città e in cui è stata commemorata la sua salma. E il suo ricordo era troppo vivo nella mente della madre, Daniela, che dopo una vita di lotte si è arresa ad essa.

Biagio Leandro Firetto, C.d.L. in Infermieristica – Università degli Studi di Siena

Fonti:
http://www.blitzquotidiano.it
http://angelipersi.blogspot.it
http://it.wikipedia.org/
http://www.scienzaefuturo.it