Cannabis – miniguida.
Quanto in basso riportato è parte di una pubblicazione più ampia, con ultimo aggiornamento il 25 luglio 2025, prodotta dalla EUDA (European Union Drugs Agency).
Health and social responses to drug problems: a European guide. (Risposte sanitarie e sociali ai problemi di droga: una guida europea).
L’attualità della pubblicazione mi ha spinto a presentarla, così come è, per fornire una panoramica delle analisi correnti in merito alla cannabis; in realtà nello stesso lavoro è possibile avere informazioni su molte altre sostanze d’abuso e sulle possibili risposte sanitarie e socio/politiche.
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L’attenzione principale, in questo capitolo, è rivolta alle risposte sanitarie e sociali e ai problemi derivanti dall’uso non medico della cannabis.
La cannabis è la droga illecita più diffusa in Europa e nel mondo.
Si stima che nella popolazione adulta complessiva (di età compresa tra 15 e 64 anni) circa 4 milioni, pari all’1,5%, facciano uso quotidiano o quasi quotidiano di cannabis. Gli uomini hanno in genere il doppio delle probabilità di riferire di usare questa droga rispetto alle donne.
Tuttavia, vi è una notevole variazione nei livelli di consumo segnalati tra i vari Paesi
Oltre alla cannabis in foglie e alla resina di cannabis, sul mercato illecito è ora possibile trovare una gamma sempre maggiore di forme più innovative di questa droga.
In Europa, la cannabis in foglie e la resina di cannabis rimangono le forme più comuni di questa droga, e vengono spesso fumate insieme al tabacco, sebbene la cannabis in foglie possa essere fumata anche da sola. Oltre al fumo, alcuni prodotti a base di cannabis possono essere ingeriti o persino applicati localmente. Negli ultimi anni si è assistito a una rapida crescita della gamma di prodotti disponibili a base di cannabis. Tali prodotti includono capsule, oli e un’ampia varietà di prodotti commestibili, con una notevole variazione nella potenza di queste diverse formulazioni di cannabis.
I prodotti a base di cannabis derivano dalla pianta di Cannabis sativa o dalla Cannabis indica.
Il principale costituente psicoattivo è il delta-9-tetraidrocannabinolo (THC).
Altri cannabinoidi, come il cannabidiolo (CBD), sono presenti nella pianta di cannabis ma sono meno psicoattivi, sebbene possano interagire con il THC e contribuire ai suoi effetti sull’organismo umano (secondo talune ricerche il ruolo del CBD è soprattutto quello di limitare, contenere l’azione del THC, ndr)
I danni alla salute e sociali associati al consumo di cannabis sono più probabili se l’uso regolare inizia nell’adolescenza, una fase in cui il cervello è ancora in via di sviluppo. Una maggiore frequenza d’uso è anche associata a un rischio maggiore di danni alla salute.
I rischi possono aumentare anche con l’uso di prodotti a base di cannabis ad alta potenza, in particolare quelli con alte concentrazioni del principale componente psicoattivo, il tetraidrocannabinolo (THC) (Hoch et al., 2024; Sorkhou et al., 2021); si possono presentare significativi effetti avversi sulla salute e sono stati collegati a manifestazioni di tossicità acuta nei pronto soccorso ospedalieri (Bidwell et al., 2021; EMCDDA, 2024; Mullins, 2021).

Rischi e danni legati alla cannabis
Non tutti coloro che fanno uso di cannabis riscontrano problemi legati al suo utilizzo.
Tuttavia, diversi modelli di consumo, modalità di somministrazione e tipologie di prodotto possono essere associati a rischi e danni specifici.
Sono, comunque, necessarie ulteriori ricerche per comprendere meglio i rischi associati al consumo di cannabis.
Sono, comunque, necessarie indicazioni su cosa costituisca un metodo appropriato per ridurre la guida sotto l’effetto di cannabis.
Alcuni rischi sono associati alla modalità di somministrazione della cannabis.
Quando la cannabis viene fumata mescolata al tabacco, può comportare i rischi per la salute associati al consumo di tabacco e alla dipendenza da nicotina.
Gli edibili a base di cannabis possono presentare un rischio maggiore di causare grave intossicazione e possono essere consumati accidentalmente da bambini piccoli attratti da prodotti come dolciumi e cioccolato (Allaf et al., 2023).
Il dabbing, ovvero l’inalazione di THC ad alta concentrazione, è stato collegato a manifestazioni di tossicità acuta nei pronto soccorso ospedalieri (Bidwell et al., 2021; Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (EMCDDA), 2024; Mullins, 2021).
L’uso di vaporizzatori contenenti estratti di cannabis è aumentato negli ultimi anni ed è stato associato a una serie di rischi (MacCallum et al., 2024).
Tuttavia, sebbene l’uso di cannabis sia associato a una serie di danni alla salute e alla società, la natura di queste associazioni è complessa e non è sempre stato possibile determinarne la causalità (Campeny et al., 2020; Hall et al., 2019; Hoch et al., 2019; Imtiaz et al., 2016; National Academies of Sciences, 2017; Solmi et al., 2023; Organizzazione Mondiale della Sanità, 2016).
I danni alla salute e sociali associati all’uso regolare di cannabis includono:
– Alterazioni della salute mentale.
L’uso di cannabis è associato a un rischio maggiore di sviluppare alcune patologie mentali.
L’uso di cannabis è frequentemente segnalato da persone affette da psicosi e le condizioni psicotiche sono più frequenti nelle persone che fanno uso di cannabis rispetto alla popolazione generale. Le persone affette da psicosi necessitano sempre di un trattamento medico, che dovrebbe includere una consulenza psicologica per evitare l’uso di cannabis (Hasan et al., 2020; Murray et al., 2016; Robinson et al., 2022).
Il disturbo da uso di cannabis (CUD) è un disturbo psichiatrico caratterizzato dall’uso continuato di cannabis nonostante significativi problemi di salute e di relazioni sociali (American Psychiatric Association, 2013). Si stima che una persona su cinque che ha fatto uso di cannabis nell’ultimo mese sia a rischio di sviluppare CUD (Leung et al., 2020).
L’impatto dell’uso di cannabis sulle funzioni cognitive è meno chiaro, tuttavia, numerosi studi hanno identificato associazioni tra l’uso di cannabis e il declino cognitivo, come deficit di memoria, apprendimento verbale, attenzione, funzionamento psicosociale e funzioni esecutive (come una minore capacità decisionale, assunzione di rischi e ragionamento astratto) (Broyd et al., 2016; Lovell et al., 2020; Sorkhou et al., 2021). Alcuni effetti sono immediati e transitori, mentre altri emergono gradualmente con l’uso regolare e prolungato e potrebbero non essere completamente reversibili anche se si interrompe l’uso di cannabis.
Inoltre, sono state stabilite associazioni tra l’uso di cannabis e un rischio maggiore di sviluppare ansia e depressione (Onaemo et al., 2021; Schoeler et al., 2018; Sorkhou et al., 2021).
– Effetti sulla maternità, neonato e sviluppo
Se utilizzata durante la gravidanza e l’allattamento, la cannabis può avere effetti negativi sulla salute dei neonati, nonché effetti sullo sviluppo a lungo termine nei bambini e negli adolescenti (Duko et al., 2022; Gabrhelík et al., 2021; Hoch et al., 2024; Marchand et al., 2022; Sorkhou et al., 2023).
– Compromissione delle prestazioni e della capacità di guida
L’uso di cannabis compromette la capacità di guidare e utilizzare macchinari e aumenta il rischio di cadute e altri incidenti. Questo perché il THC può influire sulla coordinazione, sui tempi di reazione, sull’attenzione e sulla capacità di valutare le distanze. La compromissione può durare più di un giorno dopo l’uso di cannabis, mentre le persone che fanno uso regolare di cannabis possono sperimentare una compromissione per periodi più lunghi dopo l’ultimo utilizzo (Drummer et al., 2020; Hoch et al., 2024; Preuss et al., 2021; Simmons et al., 2022).
– Problemi sociali ed economici
I problemi sociali ed economici associati all’uso regolare di cannabis durante l’adolescenza includono scarsi risultati scolastici e lavorativi, minore soddisfazione di vita e, in alcuni casi, conseguenze sociali e legali a lungo termine dovute a sanzioni penali per possesso o uso (Horwood et al., 2010; Macleod et al., 2004; Pacheco-Colón et al., 2019; Silins et al., 2014).
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Sono inoltre aumentate le preoccupazioni relative ai problemi associati agli agonisti sintetici dei recettori dei cannabinoidi altamente potenti, comunemente noti come cannabinoidi sintetici. Nonostante agiscano sugli stessi recettori dei cannabinoidi nel cervello, queste sostanze sono molto diverse dalla cannabis e il loro uso è associato a conseguenze più gravi, inclusa la morte.
Si teme che alcuni prodotti venduti sul mercato illecito come cannabis naturale possano essere adulterati con potenti cannabinoidi sintetici.
Fonte
2025 -EUDA (European Union Drugs Agency).
Health and social responses to drug problems: a European guide.
