Gioco d’azzardo (gambling) – in breve

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

Gambling – gioco d’azzardo patologico (GAD)

Il gambling, termine inglese che significa “gioco d’azzardo”, è un’ attività dove il giocatore non ha alcuna possibilità di influire sul risultato che è puramente casuale e non è pertanto legato a una sua particolare abilità; la posta in gioco abitualmente è una somma di denaro o altro bene.

Il gioco d’azzardo (az-zahr dall’arabo, “dado”) affonda le sue radici nel passato. Già nell’antico Egitto, in Giappone, in Cina e in India si scommetteva con i dadi.
Il gioco risponde ad un bisogno di socializzazione, soddisfa i bisogni di sfida e di evasione dalla vita di routine, compensa il malessere individuale e sociale, permette maggiore integrazione e permette di superare le intolleranze date dalla differenze di genere e di razza.
Recenti ricerche indicano che il volume del gioco aumenta in presenza di forti crisi sociali e rappresenta un’alternativa all’azione costruttiva per ottenere un guadagno stabile al pari del reddito.
L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha rilevato che il numero di giocatori d’azzardo è in crescita e rappresenta il 3% della popolazione adulta.

Vengono identificati quattro diverse tipologie di giocatori:
1. il giocatore sociale, colui che gioca per divertirsi
2. il giocatore problematico, colui che riversa tutte le sue risorse di denaro nel gioco, sviluppando tolleranza e irritabilità nel caso gli venisse impedito di giocare
3. il giocatore patologico, colui che presenta un disturbo psicologico o psichiatrico (es. depressione)
4. il giocatore dipendente, colui che ha sviluppato una vera e propria dipendenza nei confronti del gioco, che può presentarsi in comorbidità con altri disturbi
Tuttavia gli specialisti sono d’accordo del fatto che si è in presenza di un disturbo di “Gioco d’Azzardo Patologico” (GAP), quando il gioco non è più solo un passatempo ma lo si fa in maniera compulsiva aumentando progressivamente la frequenza delle giocate; incidendo sul normale sviluppo della vita sociale e lavorativa provocando una serie di sintomi fisici e psicologici tipici delle dipendenze patologiche.
Il GAP in questi anni, al pari con le altre dipendenze comportamentali e da sostanze legali e illegali, è evoluto verso aspetti più complessi e problematici, assolutamente speculari ai grandi cambiamenti che connotano in diversa misura, ma in modo trasversale la società odierna.
In particolare ciò è avvenuto per questi principali fattori:
le nuove tecnologie, che hanno aumentato le occasioni di gioco d’azzardo, come ad esempio il gioco d’azzardo on-line la cui popolazione preferisce in primis le scommesse sportive (33%), i casinò virtuali (23%), mentre l’altra metà si distribuisce in giochi come il poker (18%), le lotterie dello stato (15%)e il bingo (12%).
la pubblicità e le sollecitazioni mediatiche, che espongono costantemente agli stimoli, intrigando, sollecitando e favorendo sfide illusorie alla fortuna.
la caratteristica strutturale, che favorisce il passaggio da gioco sociale a quello problematico fino ad una vera e propria dipendenza, come ad esempio la semplicità dei giochi. La rapidità delle giocate, la suggestione degli effetti visivi e sonori, la falsa percezione dell’abilità, l’offerta continua di novità.

L’ICD-10 inserisce il Gioco d’azzardo Patologico (GAP) tra i disturbi delle abitudini e degli impulsi, nello scordo DSM-IV-TR il GAP rientrava nella categoria del disturbo del controllo dell’impulsi, recentemente con la nuova edizione DSM-5, rientra nel capitolo delle dipendenze (Substance-Related and Addictive Disorders). Nel nuovo manuale viene denominato “disturbo da gioco d’azzardo” (Gambling Disorder), ed è l’espressione di un cambiamento epistemologico che riguarda sia il GAP (per semplicità in questo scritto continuiamo ad adottare la vecchia denominazione) sia le dipendenze nel loro complesso. Infatti le analogie tra GAP e dipendenze chimiche vanno ben al di là della fenomenologia comportamentale.
La ricerca neurobiologica e la neuroimaging hanno mostrato sovrapposizioni dei quadri di addiction, innanzi tutto per quanto riguarda le diverse dipendenze chimiche e più recentemente tra dipendenze chimiche e non chimiche.

A tutti gli effetti quindi il DSM-5 riconosce al Gioco d’azzardo Patologico lo status di dipendenza.
Il GAP evidenzia le principali caratteristiche dell’addiction:
Craving – il giocatore avverte un bisogno intenso e incontrollabile di tornare a giocare (“bramosia”). Tale bisogno è talmente irrefrenabile che per la persona tornare a giocare è la cosa più importante in quel momento, più della famiglia, del lavoro, della propria salvaguardia. Essa è una necessità che va appagata immediatamente. Lo stato di disforia e di eccitazione è paragonabile a quella prodotta dall’assunzione di droghe.
Tolleranza – il giocatore patologico ha perso il controllo sul comportamento del gioco; con il passare del tempo impiega maggiori somme di denaro e dedica sempre più tempo al gioco per raggiungere l’eccitazione desiderata. Esso continua a giocare nonostante le conseguenze negative per la propria vita.
Astinenza – quando il giocatore tenta di ridurre o interrompere il gioco presenta una sintomatologia astinenziale caratterizzata da irritabilità, irrequietezza, flessione del tono dell’umore, ansia e insonnia.

Il processo di dipendenza, comune a tutte le dipendenze, deriva dall’alterazione dei seguenti sistemi funzionali:
• motivazione,
• gratificazione,
• regolazione degli affetti
• inibizione comportamentale.
Tali meccanismi sono regolati da diversi sistemi neurotrasmettitoriali, tra i quali quelli principalmente coinvolti sono il sistema dopaminergico – che regola la spinta motivazionale alla ricerca dello stimolo gratificante e il sistema oppioide – che media i processi di gratificazione derivati dal consumo della sostanza.
Un ruolo importante è svolto anche dalle aree cerebrali coinvolte nell’apprendimento e nella memoria.

Effetti sociali della dipendenza da gioco d’azzardo
I giovani rappresentano un segmento di popolazione più vulnerabile rispetto allo sviluppo di patologie legate al gioco d’azzardo e la rapida diffusione è data dal remote gambling, una modalità di gioco che si attua per mezzo di internet, telefonia, tv digitale e interattiva.
Secondo una recente idagine il 47% degli intervistatori riferisce di aver giocato con soldi mentre gli studenti problematici si aggirano intorno al 8% ( 10% maschi, 3% femmine)