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Dott. Giuseppe Montefrancesco

Gambling, ipersessualità e Parkinson

I farmaci comunemente prescritti nel trattamento della malattia di Parkinson possono determinare, in alcuni pazienti, disturbi del controllo degli impulsi.

Si possono allora esprimere comportamenti compulsivi quali:

  • il gioco d’azzardo patologico,
  • shopping compulsivo,
  • ipersessualità,
  • bulimia.

Queste “azioni collaterali” talvolta divengono così potenti da determinare disastrose conseguenze sulla qualità di vita dei pazienti e dei loro familiari, non escludendo rovesci finanziari, divorzi e perdita di posti di lavoro.
Tutto ciò è noto da tempo e una ricerca prodotta da neurologi lo riconferma. Il lavoro è pubblicato sulla rivista Expert Review of Neurotherapeutics.
Un precedente studio aveva rilevato che circa il 14% dei pazienti con malattia di Parkinson sperimentava almeno un tipo di disturbo del comportamento.
I disturbi sono più comuni negli uomini che dimostrano tendenza all’ipersessualità e al gioco d’azzardo patologico mentre le donne hanno maggiori probabilità di esporre uno stato bulimico o lo shopping compulsivo.

I pazienti che subiscono questo tipo di alterazioni comportamentali non hanno chiara visione di quanto gli accade e sottovalutano la gravità del disturbo e tra l’altro questo accade molto più frequentemente di quanto si pensasse sinora. L’articolo descrive le ultime scoperte relative al trattamento di tali disturbi nei pazienti Parkinsoniani ossia come aggiustare il dosaggio dei farmaci, l’utilizzo della stimolazione cerebrale profonda (una sorta di “pacemaker del cervello”) o anche l’ausilio della terapia cognitivo-comportamentale. Gli autori forniscono una revisione, pratica, necessaria e dettagliata dei fattori che consentono di prendere importanti decisioni nella gestione dei casi. I farmaci che appaiono a maggior rischio sono gli agonisti della dopamina, pramipexolo (Mirapexin) e ropinirolo (Requip) indispensabili nella malattia di base perché migliorano i tremori, il movimento ed altri sintomi ma con le possibili gravi conseguenze riportate.

Peggiorano il quadro dei disturbi comportamentali la giovane età, precedente uso di alcol o altre droghe, un carattere impulsivo o un disturbo ossessivo- compulsiva; quadri depressivi o ansiosi. La gestione di questi disturbi è particolarmente difficile, dovrebbe essere ritagliata sul singolo paziente cui indirizzare specifici trattamenti ma non vi è il conforto di linee guida. Si può optare per un cambio, la sostituzione del farmaco che si ritiene responsabile o anche ridurne il dosaggio o sospenderlo completamente e questo può essere molto difficile perché i pazienti hanno timore che la loro situazione peggiori e che i tremori peggiorino. Elevata è la possibilità che i pazienti esprimano una vera e propria astinenza da mancanza di dopamina più o meno simile a quanto accade con le droghe il cui meccanismo fondamentale è quello di aumentare la concentrazione di dopamina. Questi farmaci aumentano la concentrazione dopaminergica e il paziente manifesta disturbi del comportamento “come se avesse fatto uso di droghe” . E può subire una stato astinenziale con ansia, attacchi di panico, depressione, irritabilità e stanchezza. Complessivamente nel caso del morbo di Parkinson si parla di disturbi conseguenti all’uso di farmaci terapeuticamente utili, quando, invece, l’assunzione primaria è quella di una droga che determina quanto descritto e che viene assunta proprio per avere quei disturbi comportamentali perché accompagnati da una grande piacere, allora si parla di dipendenza patologica (ndr) Gli autori espongono le strategie per un trattamento alternativo della malattia e i farmaci che possono ridurre i disturbi del comportamento, come gli antidepressivi, antipsicotici atipici e farmaci antiepilettici. Come prima detto possono aiutare anche la terapia cognitivo-comportamentale e la stimolazione cerebrale profonda. I familiari devono sapere ed essere avvistati di quanto può accadere; devono riferire eventuali comportamenti inusuali per il paziente e controllare il conto in banca o anche limitare l’uso di internet se necessario.

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Journal Reference Adolfo Ramirez-Zamora, Lucy Gee, James Boyd, Josè Biller. Treatment of impulse control disorders in Parkinson’s disease: Practical considerations and future directions. Expert Review of Neurotherapeutics, 2016; 16 (4): 389 DOI: 10.1586/14737175.2016.1158103