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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Il gioco d’azzardo patologico in Europa e negli USA

Ho scritto spesso sul gambling  (Gioco d’azzardo patologico – GAP) e sul sito www.insostanza.it è possibile trovare molte informazioni al riguardo.
I pazienti che ho incontrato, come tutti i pazienti patologicamente dipendenti, erano “difficili”.
In generale è sempre difficile trattare la patologia della dipendenza in qualsiasi forma essa si manifesti. Forse quelli maggiormente avvicinabili erano gli eroinomani; c’erano molti farmaci con cui potevamo intervenire.
I giocatori sembravano più di altri inconvincibili.
Mi guardavano con espressione apatica, indifferenti al fatto che fossero lì, in un servizio che doveva aiutarli; in realtà non so veramente se poteva aiutarli, l’impegno comunque era tanto.
Guardavano in giro per la stanza per capire dove erano. Come persone fuori luogo.
Aspettavano che io finissi. Incontravano gli assistenti sociali e gli psicologi.
Erano sempre accompagnati da parenti, gli stavano accanto come delle guardie, non dovevano scappare come sembrava volessero veramente fare.
Con un cenno, i parenti invitavano (li spingevano) a sedersi e poi cominciava un colloquio tante volte inutile, se non sempre.
Il dramma erano le disperazioni delle famiglie che in qualche modo dovevano fermarlo.
Le ricchezze, anche le poche ricchezze, i pochi denari se ne erano andati.
Ma non c’era solo il gioco.
Queste tipo di dipendenze sono dette senza sostanza e questo è parzialmente vero; molto spesso questi comportamenti sono “sostenuti” o accompagnati da droghe e tra queste
l’alcol è quello più frequentemente presente.
La possibilità di poter giocare on line è notoriamente molto diffuso ed ha complicato e facilitato ulteriormente il quadro.
Il gioco d’azzardo on line (assieme al gaming o disturbo da gioco su Internet, all’uso problematico della pornografia o anche all’uso in generale di smartphone o dei social media) è una di quelle attività che possono divenire realisticamente causa di dipendenza patologica e suscitare quindi notevole preoccupazione.

Per quanto attiene l’Europa e i giovani tra i 15 e i 16 anni, i risultati sono riassunti in una recentissima pubblicazione prodotta dall’ESPAD (The European School Survey Project on Alcohol and Others Drug); l’indagine ha interessato 113.882 studenti di età compresa tra 15 e 16 anni in 37 paesi europei nel 2024.
In linea generale e in sintesi, una media del 23 % degli studenti ESPAD riferisce di aver giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi di persona oppure online.

L’Italia registra la più alta prevalenza di gioco d’azzardo tra gli studenti (45 %), seguita da Islanda (41 %) e Grecia (36 %), mentre la prevalenza più bassa si osserva in Georgia (9,5 %).
I ragazzi riferiscono in particolare di giocare d’azzardo più delle ragazze, sia in media (29 % a fronte del 16 %) sia nella maggior parte dei paesi ESPAD.
Circa due studenti ESPAD su tre (65 %) che hanno dichiarato di aver giocato d’azzardo nell’ultimo anno lo hanno fatto su piattaforme online, esclusivamente o in combinazione con il gioco in luoghi fisici
Se pure tale forma di gioco tra gli adolescenti europei si attesta su valori stabili, da quando ESPAD ha iniziato ad analizzare il fenomeno nel 2015, tuttavia, nel corso del tempo sono emersi cambiamenti significativi quale il fatto che il gioco d’azzardo tra i ragazzi è leggermente diminuito (dal 32 % nel 2015 al 30 % nel 2024), mentre è aumentato leggermente tra le ragazze (dal 14 % al 16 % nello stesso periodo).