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Dott. Giuseppe Montefrancesco
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Le abitudini; è difficile cambiarle

Una nuova ricerca suggerisce che la formazione di un’abitudine lascia un segno duraturo su specifici circuiti cerebrali e diviene così l’innesco che alimenta ulteriormente le nostre voglie. E’ lo striato dorsolaterale ad essere implicato nella formazione delle abitudini ma non sono ancora perfettamente chiari i meccanismi che lavorano su questi circuiti.
La ricerca approfondisce la comprensione degli scienziati di come le abitudini si manifestino e suggerisce nuove strategie per rompere con quelle cattive. Lo studio è stato indirizzato verso topi sani addestrati a formare abitudini verso lo zucchero di varia gravità, un processo che comportava di premere una leva per ricevere piccoli dolci.
Gli animali che sono diventati abitudinari a questo comportamento mantenevano premuto la leva anche dopo che lo scambio era stato rimosso. I ricercatori hanno poi confrontato il cervello dei topi che avevano formato l’abitudine rispetto a quelli che non avevano acquisito tale comportamento abitudinario. In particolare, il team ha studiato attività elettrica nei gangli della base (nello striato dorso laterale) una complessa rete di aree del cervello che controlla le azioni motorie (del movimento) e i comportamenti compulsivi, tra cui la tossicodipendenza.
Nei gangli basali, vi sono 2 tipi principali di percorsi che portano messaggi opposti: uno porta un segnale di ‘andare’, che spinge l’azione, l’altro quello di “fermarsi”.
L’osservazione ha scoperto che i percorsi di stop e di andare erano entrambi più attivi nei topi che avevano acquisito l’abitudine allo zucchero.
Il team ha anche scoperto un cambiamento nei tempi di attivazione dei due percorsi. Nei topi che avevano formato l’abitudine, il percorso di andare si accendeva prima del percorso di arresto. Al contrario nei cervelli degli animali non abituati, il segnale di arresto precedeva quello di andare. Questi cambiamenti nel circuiti cerebrali erano così duraturi ed evidenti, che era possibile per il gruppo prevedere in quali topi si era formata l’ abitudine solo guardando pezzi isolati del loro cervello in una capsula di Petri.
Gli scienziati avevano in precedenza notato che questi opposti percorsi dei gangli della base sembravano come in una specie di gara, anche se nessuno aveva dimostrato che l’abitudine al segnale di andare un vantaggio, perchè si avvia, scatta prima. Non era stato visto questo (il vantaggio) perchè prima i segnali di andare e di arresto non erano stati studiati nel cervello stesso allo stesso tempo (contemporaneamente). Nuove possibilità tecniche hanno invece permesso ai ricercatori di misurare l’attività in decine di neuroni in entrambi i percorsi contemporaneamente, nello stesso animale. “Il vantaggio del percorso di andare rispetto a quello di non andare, di fermarsi – ha senso”, ha detto Calakos. ” Esso potrebbe spingere l’animale ad essere più propenso ad impegnarsi in un comportamento.” I ricercatori stanno testando questa idea, così come indagano rispetto ai riarrangiamenti di attività di comportamento – che si verificano. E’ interessante notare che i cambiamenti nell’attività di andare e di arresto si verificano in tutta la regione dello striato (dei gangli della base) e questo può dare ragione del fatto che una dipendenza verso una cosa può rendere una persona più propensa ad impegnarsi in altre, ulteriori abitudini malsane o dipendenze. Per vedere se potevano rompere l’abitudine, i ricercatori hanno incoraggiato i topi premiando solo se smettevano di premere la leva. I topi che riuscivano maggiormente a fare questo avevano “cellule go” più deboli.
Ma come questo potrebbe tradursi in aiuto per l’uomo con cattive abitudini non è ancora chiaro; i gangli della base sono coinvolti in una vasta gamma di funzioni ed è difficile essere così selettivi da colpire specificatamente tali vie con farmaci.

Cura della traduzione e contenuto, Montefrancesco.

Fonte 1. Justin K. O’ Hare, Kristen K. Ade, Tatyana Sukharnikova, Stephen D. Van Hooser, Mark L. Palmeri, Henry H. Yin, Nicole Calakos. Pathway-Specific Striatal Substrates for Habitual Behavior. Neuron, 2016; DOI: 10.1016/j.neuron.2015.12.032.