Si possono davvero spiegare le droghe? Intervista a Massimo Barra
Puntata di “La nuda verità” – Punto di vista con Massimo Barra – presidente emerito della Croce Rossa Italiana, fondatore di Villa Maraini.
4 giugno 2026 condotta da Maria Antonietta Farina Coscioni. Radio Radicale.
Chi studia le dipendenze, chi si occupa di dipendenze patologiche nella realtà quotidiana di una comunità terapeutica, e dei diversi servizi che offre e propone per chi abusa di sostanze, spiegare le droghe è tra le responsabilità da condividere.
Si possono davvero spiegare le droghe, si può dibattere senza cadere in un linguaggio retorico, senza cadere in stereotipi negativi?
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In questa puntata di “La nuda verità” viene intervistato Massimo Barra, presidente emerito della Croce Rossa Italiana, fondatore di Villa Maraini.
La Fondazione Villa Maraini è l’Agenzia Nazionale per le Tossicodipendenze della Croce Rossa Italiana. Fondata da Massimo Barra nel 1976, consta di un insieme di servizi per la cura e la riabilitazione dalle dipendenze patologiche, abuso di alcol e gioco d’azzardo e nuove dipendenze (dalle tecnologiche al chemsex) articolati su diversi livelli di soglia: bassa, media e alta, a seconda della motivazione che l’utente deve avere per poter affrontare la terapia proposta.
La strategia terapeutica dell’Agenzia è adattare la terapia al soggetto e non viceversa.
La struttura, dislocata in 2 Palazzine Maraini e Frascara, è ospitata nel Parco della Croce Rossa Italiana nel quartiere Monteverde in Roma.
L’intervista
– Ben ritrovato su Radio Radicale
– Grazie, buongiorno.
– Massimo Barra medico, presidente emerito di Croce Rossa Italiana, fondatore di Villa Maraini, Agenzia Nazionale della Croce Rossa per le dipendenze patologiche.
Chi studia le dipendenze, chi si occupa di dipendenze patologiche nella realtà quotidiana come in una comunità terapeutica, e dei diversi servizi che offre e propone per chi abusa di sostanze, spiegare le droghe è tra le responsabilità da condividere
– Massimo si possono davvero spiegare le droghe, si può dibattere senza cadere in un linguaggio retrò, retorico, senza cadere in stereotipi negativi ?
– No, non si può.
Non si può perché ci sono troppe variabili in gioco.
Già l’effetto stesso di una sostanza non è oggettivo, è mediato dal cervello dell’assuntore, che è una variabile, una variabile tra le persone, e una variabile tra sé stesso in funzione del tempo; quindi focalizzare tutto sulla sostanza è sbagliato e ci porta fuori strada, ci porta a delle verità assolute che in realtà sono relative.
Voglio raccontare un episodio che mi successe una cinquantina d’anni fa, agli inizi.
Venne un ragazzo che era un famoso eroinomane annunciatore della Radio Vaticana, accompagnato con la sua segretaria. Avevano fumato hashish, lui stava un po’allegro, preoccupato più che altro per lei, perché lei stava in paranoia.
Ora il fumo era lo stesso, avevano fumando lo stesso pezzo di hashish. Lei è andata in paranoia.
È colpa dell’hashish o è colpa dell’interazione tra il cervello dell’assuntore e la sostanza?
Per questo bisogna sempre stare attenti. L’effetto varia, l’effetto varia in funzione di una serie di variabili che non possono essere conosciute a priori.
Se mi dicessi di dire qual è l’effetto di una o di un’altra droga, io sarei in difficoltà perché io non mi sono mai drogato e quindi è difficile entrare in questo meccanismo che è così assorbente e così potenzialmente patologico.
Certo, possiamo fare la grafica delle iscrizioni (delle differenze) tra le sostanze eccitanti e le sostanze sedative; ecco, anche lì ognuno ha le sue preferenze.
Gli assuntori sono ognuno diverso dall’altro.
C’è chi non sopporta l’eccitante, c’è chi non può fare la cocaina perché strippa, fa “bad trip”, fa viaggi sgradevoli. E c’è chi, invece, non sopporta il sedativo.
Quindi è una, diciamo, trattazione veramente sdrucciolevole in cui non c’è la verità, tutto è relativo.
Certo, chi peggio sta più risente dell’effetto delle droghe, che è poi il motivo per cui non vale la pena, dico, di prenderle.
C’è una legge della fisica che dice: nulla si crea e nulla si distrugge. Tutto si trasforma.
Ecco se noi cerchiamo piacere, poi lo paghiamo; ed è il dramma di chi si droga per avere piacere poi paga con un dispiacere e se fai la somma algebrica del piacere e del dispiacere… eh, questo è di segno negativo.
Cioè il soggetto ha preso una fregatura e siccome il cervello è la parte più delicata dell’organismo prima di sottoporlo a degli extra stimoli, bisogna pensarci 10 volte e non farlo perché comunque la fregatura è assicurata,
Grazie, grazie a Massimo Barra.
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giuseppe montefrancesco (per brevi interventi correttivi nella trascrizione automatica).
