News

dott. Giuseppe Montefrancesco

Responsabile del sito
Dott. Giuseppe Montefrancesco

[ VAI a tutte le NEWS ]

Le sigarette. Dannose sempre.

Il rapporto con il fumo di sigaretta è complesso e difficile da risolvere.
Tutti i fumatori hanno tentato la cessazione con varia fortuna.
Ultimamente vi è un certo aiuto (o un incerto aiuto) con le sigarette elettroniche ma, anche queste, paiono reinnescare la procedura di dipendenza. Il fumatore e la sigaretta elettronica sembrano una specie di separati in casa. Quell’altra c’è sempre.
Il distacco talvolta riesce, talaltra no.
Infine, tutti coloro che hanno definitivamente smesso riportano una comuna procedura: hanno cessato di colpo, improvvisamente.
Spesso per ragioni indefinibili ma tra queste certamente la paura del danno o la voglia di staccarsi da questa amante pericolosa.
(Riporto dopo la mia storia personale con le sigarette e come è avvenuta la definitiva separazione. Può essere istruttiva).

Quando mi chiedono del fumo di sigarette, c’è una domanda che appare sempre; una domanda che esprime un ultimo tentativo di salvazione pur stando nel mare profondo delle conseguenze negative.
“Ma quante sigarette posso veramente fumare al giorno che non mi facciano male ? Io, guardi, ne fumo al massimo 5 anzi a volte anche 3. Non credo mi possano far male !”
Allora, io sono in difficoltà perché la minimalità del comportamento appare avere una forza propria.
Che male possono fare queste poche sigarette, tra l’altro divise nella giornata. Capite che il peccato riferito con innocenza è di poco conto.

Ora riporto, in breve per quanto posso, i risultati di uno studio osservazionale che ha interessato ben 22 coorti (come dire 22 gruppi di individui) seguiti in un tempo medio di circa 24 anni.
Cioè seguiti per tanto tempo per vedere la relazione tra esposizione al fumo e insorgenza di un danno o anche che cosa è accaduto alla cessazione e i benefici di questa.
Lo studio fornisce una comprensione approfondita di come sia l’intensità che la durata del fumo influenzino i rischi per la salute a lungo termine.
I risultati dimostrano che nessun livello di fumo può essere considerato sicuro.
Anche un’intensità di fumo molto bassa, come una sigaretta al giorno, è associata a un aumento del rischio di mortalità e di eventi cardiovascolari. Fumare da due a cinque sigarette al giorno è parimenti collegato a un aumento del rischio per tutti gli esiti valutati.
Il rischio che continua ad aumentare con l’aumentare dell’esposizione al fumo e non mostra un chiaro plateau (è, come dire, che non si ferma) fino a circa 20 sigarette al giorno o 20 pacchetti-anno.
Lo studio evidenzia anche i notevoli benefici della cessazione del fumo.
La riduzione del rischio inizia immediatamente dopo aver smesso e continua a diminuire nel tempo, con una riduzione di oltre l’80% del rischio in eccesso entro vent’anni.
Tuttavia, anche dopo lunghi periodi di astinenza, un certo rischio residuo può persistere rispetto agli individui che non hanno mai più fumato.
È importante sottolineare che la durata dell’astinenza sembra essere un fattore determinante per la riduzione del rischio più importante dell’esposizione totale nel corso della vita, il che sottolinea l’importanza di smettere il prima possibile.

Quindi, sebbene lo studio presenti dei limiti malgrado l’ampiezza del campione e l’esteso periodo osservazionale, nel complesso, i risultati rafforzano l’importanza della completa cessazione del fumo e di strategie di prevenzione per ridurre i rischi per la salute a lungo termine.
Non aggiungo altro per dare, nella brevità, maggiore chiarezza.
Riporto ovviamente la fonte bibliografica.