Manifestazioni corneali per uso di cocaina
Personalmente non ho avuto in cura molti pazienti cocainomani; di norma costoro non si rivolgevano ai Servizi, tipo SerD, per la loro malattia.
Avevo a che fare in prevalenza con gli eroinomani e per questi ultimi, vi erano e vi sono ancora efficaci presidi terapeutici mentre per la cocaina, e per tutti gli eccitanti/stimolanti, non abbiamo specifici trattamenti.
Ad ogni modo, oltre le preoccupazioni per lo sviluppo di una grave dipendenza verso la cocaina, gli operatori avevano molta attenzione per i danni che interessavano l’apparato cardiocircolatorio e gli aspetti neuropsichiatrici e per il concomitante utilizzo di alcol che determina lo sviluppo di cocaetilene.
(L’interazione tra l’alcol e la cocaina è di particolare pericolosità. Quando assunta in associazione all’alcol, la cocaina viene convertita nell’organismo a cocaetilene. Il cocaetilene ha una più lunga durata d’azione nel cervello ed è più tossica che le due singole sostanze. Si sottolinea inoltre che l’associazione alcol-cocaina è quella che determina, in maggior quantità, gravi ricoveri presso il pronto soccorso per droghe.)
In realtà gli effetti tossici della cocaina e della cocaina crack sono tantissimi e forse non c’è apparato che non ne sia coinvolto.
Tra tutte queste complicazioni, vi è anche un’ampia varietà di manifestazioni oculari che possono portare persino alla cecità.
Complessivamente si parla della “sindrome dell’occhio da cocaina”
Per mera curiosità: la cocaina è stata scarsamente utilizzata in medicina ma veniva molto apprezzata esattamente dai chirurghi oculisti e dagli otorinolaringoiatri che sfruttavano due caratteristiche della sostanza, quella di essere un ottimo anestetico locale e un potente vasocostrittore. Ottenevano così un campo operatorio pulito.
Col tempo si accorsero dei deleteri effetti sistemici, soprattutto cardiovascolari e la possibilità di indurre stati di dipendenza, per cui la cocaina è stata rimpiazzata da altri farmaci.
Cercherò ora di offrire un quadro sintetico di quanto può accadere in campo oculare, in particolare le manifestazioni esterne, corneali per uso di cocaina considerato che i danni oculari da cocaina investono l’occhio nella sua interezza in ragione sia dell’azione complessiva della sostanza sia per l’azione diretta sulla superficie esterna dell’occhio.
Possono sopravvenire uveiti, glaucoma, manifestazioni orbitali, retiniche e, appunto, corneali.
La stessa vasocostrizione può essere causa di danni oculari per probabile ischemia, occlusioni dei vasi retinici o infarto in tutto l’occhio e l’orbita.
Contribuiscono alle patologie oculari anche gli effetti di eventuali contaminanti presenti, come ad esempio il levamisole (un antielmintico) o il talco.
(Il levamisole è utilizzato nell’uomo e negli animali per i suoi effetti sul sistema immunitario. Probabilmente l’associazione levamisole-cocaina produce un effetto maggiore.
E’ usato nella medicina veterinaria come agente antiparassitario. Nell’uomo regola gli squilibri immunitari in molte patologie autoimmuni, infezioni croniche e tumori.
I medici e gli operatori del settore devono segnalare alle autorità competenti ed ai servizi per le tossicodipendenze i casi sospetti di agranulocitosi associati all’uso di cocaina
(grave riduzione del numero delle cellule bianche con soppressione della funzione immune ed indebolimento della capacità di rispondere agli insulti infettivi, anche quelli di scarsa entità. ).
In sostanza le persone che sniffano, fumano o si iniettano cocaina contaminata con levamisole possono mettere a rischio la propria vita e devono essere curate in ospedale).
– L’effetto oculare più conosciuto è la dilatazione pupillare (midriasi); essa è conseguenza della potente attività di stimolo della cocaina sul sistema simpatico (adrenergico) che causa, appunto, dilatazione delle pupille. L’effetto dilatativo si osserva subito e può durare il tempo d’azione della sostanza, sino a circa 20-30 minuti.
Gli oppiacei, al contrario, inibendo i processi contrattivi del muscolo costrittore della papilla determinano il restringimento pupillare (pupille puntiformi) e causano i cosiddetti occhi “spillati”.
Miosi e midriasi esprimono fisiologicamente l’accomodazione, ovvero il riflesso pupillare di adattamento alla luce che evidentemente in questi casi non avviene come dovrebbe.
Al ridotto riflesso pupillare (le palpebre, con un prolungato tempo d’uso della cocaina), addirittura si retraggono) può seguire la disidratazione della superficie oculare per un occhio sostanzialmente indifeso e “aperto”.
Se poi l’individuo assume grandi quantità di cocaina talvolta si realizza la paralisi del muscolo ciliare (cicloplegia) per cui è compromessa la messa a fuoco della visione (visione offuscata). La paralisi temporanea dello stesso muscolo (3-4 ore) viene ottenuta dagli oculisti con l’uso di colliri all’atropina per ben visionare il fondo oculare o interventi chirurgici.
La cicloplegia sarà con il tempo causa dello sviluppo di glaucoma ad angolo aperto o anche di glaucoma acuto ad angolo chiuso per difficoltà di drenaggio.
– Una condizione che favorisce i danni oculari è la vicinanza della cocaina alla superficie esterna dell’occhio sia che venga sniffata o fumata come crack.
In entrambi i casi avviene un contatto diretto quindi una tossicità diretta.
A risentirne è evidentemente la cornea con varie manifestazioni di danno.
La polvere di cocaina o il fumo da crack irritano gli occhi che divengono rossi; in più può esserci dolore (se pure la cocaina ha proprietà anestetiche) o anche bruciore o prurito.
Questo induce uno stropicciamento vigoroso e danni corneali per abrasione meccanica dell’occhio.
Lo stesso meccanismo determina cheratiti con formazione di ulcere e processi infettivi da batteri, virus o funghi. Lo stato infettivo comporterà dolore, arrossamento, sensazione di corpi estranei, fotofobia, lacrimazione e ridotta visione.
Le cellule epiteliali corneali possono subire danni anche per piccole ustioni.
giuseppe montefrancesco
Fonte
– UK Addiction Treatment Centres, https://www.ukat.co.uk › Blog › Substance Abuse
– Klaudia Kéki-Kovács , Zoltán Zsolt Nagy , Nóra Szentmáry ,Orv Hetil. Cocaine eye syndrome 2022,
Nov 20;163(47):1886-1890. doi: 10.1556/650.2022.32643. Print 2022 Nov 20.
– All About Vision, https://www.allaboutvision.com, Anna Barden; reviewed by Sonia Kelley, OD, MS. Page updated on December 12, 2023 – Page published on December 5, 2023.
– Kaersti L. et al., Survey of Ophthalmology, Ocular manifestations secondary to cocaine abuse, Volume 70, Issue 4, July–August, 2025, Pages 825-832.
