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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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Manifestazioni corneali per uso di cocaina

Personalmente non ho avuto in cura molti pazienti cocainomani; di norma costoro non si rivolgevano ai Servizi, tipo SerD, per la loro malattia.
Avevo a che fare in prevalenza con gli eroinomani e per questi ultimi, vi erano e vi sono ancora efficaci presidi terapeutici mentre per la cocaina, e per tutti gli eccitanti/stimolanti, non abbiamo specifici trattamenti.

Ad ogni modo, oltre le preoccupazioni per lo sviluppo di una grave dipendenza verso la cocaina, gli operatori avevano molta attenzione per i danni che interessavano l’apparato cardiocircolatorio e gli aspetti neuropsichiatrici e per il concomitante utilizzo di alcol che determina lo sviluppo di cocaetilene.
(L’interazione tra l’alcol e la cocaina è di particolare pericolosità. Quando assunta in associazione all’alcol, la cocaina viene convertita nell’organismo a cocaetilene. Il cocaetilene ha una più lunga durata d’azione nel cervello ed è più tossica che le due singole sostanze. Si sottolinea inoltre che l’associazione alcol-cocaina è quella che determina, in maggior quantità, gravi ricoveri presso il pronto soccorso per  droghe.)
In realtà gli effetti tossici della cocaina e della cocaina crack sono tantissimi e forse non c’è apparato che non ne sia coinvolto.
Tra tutte queste complicazioni, vi è anche un’ampia varietà di manifestazioni oculari che possono portare persino alla cecità.
Complessivamente si parla della “sindrome dell’occhio da cocaina

Per mera curiosità: la cocaina è stata scarsamente utilizzata in medicina ma veniva molto apprezzata esattamente dai chirurghi oculisti e dagli otorinolaringoiatri che sfruttavano due caratteristiche della sostanza, quella di essere un ottimo anestetico locale e un potente vasocostrittore. Ottenevano così un campo operatorio pulito.
Col tempo si accorsero dei deleteri effetti sistemici, soprattutto cardiovascolari e la possibilità di indurre stati di dipendenza, per cui la cocaina è stata rimpiazzata da altri farmaci.

Cercherò ora di offrire un quadro sintetico di quanto può accadere in campo oculare, in particolare le manifestazioni esterne, corneali per uso di cocaina considerato che i danni oculari da cocaina investono l’occhio nella sua interezza in ragione sia dell’azione complessiva della sostanza sia per l’azione diretta sulla superficie esterna dell’occhio.
Possono sopravvenire uveiti, glaucoma, manifestazioni orbitali, retiniche e, appunto, corneali.
La stessa vasocostrizione può essere causa di danni oculari per  probabile ischemia, occlusioni dei vasi retinici o infarto in tutto l’occhio e l’orbita.
Contribuiscono alle patologie oculari anche gli effetti di eventuali contaminanti presenti, come ad esempio il levamisole (un antielmintico) o il talco.

(Il levamisole è utilizzato nell’uomo e negli animali per i suoi effetti sul sistema immunitario. Probabilmente l’associazione levamisole-cocaina produce un effetto maggiore.
E’ usato nella medicina veterinaria come agente antiparassitario. Nell’uomo regola gli squilibri immunitari in molte patologie autoimmuni, infezioni croniche e tumori.
I medici e gli operatori del settore devono segnalare alle autorità competenti ed ai servizi per le tossicodipendenze i casi sospetti di agranulocitosi 
associati all’uso di cocaina
(grave riduzione del numero delle cellule bianche con soppressione della funzione immune ed indebolimento della capacità di rispondere agli insulti infettivi, anche quelli di scarsa entità. ).
In sostanza le persone che sniffano, fumano o si iniettano cocaina contaminata con levamisole possono mettere a rischio la propria vita e devono essere curate in ospedale).