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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Memoria dell’eroina e cortisolo

Secondo un piccolo studio condotta su un numero limitato di casi (29), la somministrazione di cortisolo, l’ormone dello stress, a dipendenti dalla eroina potrebbe ridurre il desiderio per tale droga. Lo studio è stato pubblicato online il 28 luglio sulla rivista Translational Psychiatry ed è stato condotto presso l’Università di Basilea, in Svizzera dal dott. Dominique de Quervain, MD, direttore della Divisione di Neuroscienze Cognitive; lo stesso raccomanda comunque ulteriori studi per verificare tale potenzialità clinica.

Ragioni dello studio Lo stress (cioè, gli eventi stressanti e/o le condizioni di stress) è stato dimostrato che aumenta il desiderio e il rischio di ricaduta in coloro che usano eroina. Tipicamente gli ormoni coinvolti nello stress sono i glucocorticoidi, pur tuttavia, non è noto con certezza se essi (il cortisolo) siano coinvolti nella mediazione di questi effetti dello stress. Nel caso in cui essi lo siano, la somministrazione di glucocorticoidi in eroinomani potrebbe comportare evidentemente un aumento del desiderio; al contrario, la somministrazione esogena di glucocorticoidi ha anche mostrato di indurre riduzione temporanea nel recupero di diverse forme di memoria, quale la memoria di eventi negativi nei disturbi d’ansia e potrebbe, al pari, ridurre la memori correlata alla dipendenza. La neurobiologia della tossicodipendenza ha basi fondamentali nei processi della memoria e dell’apprendimento e di questi condivide circuiti neuronali e meccanismi molecolari. E’ noto d’altra parte che è proprio la memoria della dipendenza ad innescare la ricaduta o a mantenere gli stati di consumo; essa memorizza, immagazzina i potenti incentivi (benessere, euforia, piacere) associati al consumo di droga che producono poi un forte sentimento di craving. In sostanza un fortissimo desiderio e quindi l’inarrestabile ricerca e consumo della sostanza. Pertanto, la somministrazione di cortisolo potrebbe tradursi in una riduzione del recupero della memoria della dipendenza (ovvero di tutti gli atti che stanno attorno al consumo) e, di conseguenza, ridurre la sensazione di desiderio. Considerato allora che non si ha certezza se la somministrazione esogena di glicocorticoidi riduca o aumenti il desiderio, lo studio ha voluto osservare cosa accade nei dipendenti da eroina dopo una singola somministrazione di cortisolo e se gli eventuali effetti di questo siano correlati alla quantità di eroina giornalmente consumata.

Lo studio I ricercatori hanno testato gli effetti del cortisolo sul desiderio (craving) di eroina in un studio in doppio-cieco, controllato con placebo, in 29 adulti eroinomani quali erano in un programma stabile di trattamento che utilizza la somministrazione controllata di eroina, 2 volte al giorno, con associato supporto medico e psicosociale (JANUS, Psychiatric University Clinics Basel, Basel, Switzerland). I pazienti ricevevano una dose orale di 20 mg di cortisolo o placebo 105 minuti prima di ricevere una dose di eroina. Secondo quanto relazionato dai ricercatori, il cortisolo riduceva il desiderio di eroina, in media, del 25% rispetto al placebo, come determinato sulla base di test per il desiderio (scale analogiche visive). In ogni caso, questa diminuzione veniva osservata solo in pazienti che erano dipendenti da dosi relativamente basse di eroina (fino a 305 mg /die, meno di 1 grammo al giorno) e non in pazienti dipendenti da dosi più elevate. ” Ciò potrebbe significare che in questi ultimi potrebbero essere necessarie dosi maggiori di cortisolo, ma non sappiamo”, ha detto il dottor de Quervain. Pur tuttavia , sempre secondo la ricerca, il cortisolo non riduceva significativamente l’ansia, la rabbia ed altri sintomi di astinenziali. Nelle intenzioni dei ricercatori vi è quella di osservare se il cortisolo mostra stesso effetto inibitorio sul desiderio nei riguardi di altre dipendenze, quali gioco d’azzardo (gambling), il tabagismo o l’alcol. A sostenere le ragioni della ricerca vanno aggiunte le considerazione di un altro ricercatore, il dott. Montoya, non coinvolto nello studio svizzero, ma secondo il quale i risultati sono in linea con una sua ricerca nelle persone sane; in queste ha osservato che la somministrazione di cortisolo diminuisce la reattività del sistema di ricompensa (Montoya et al Psychoneuroendocrinology 2014; 47..: 31-42). Una diminuita efficienza (reattività) del sistema che produce benessere di fatto può ridurre le attività che fortemente lo stimolano; ad es. l’assunzione di droghe. ____________

L’articolo è stato interamente ricavato e tradotto da Medscape Medical News > Psychiatry Megan Brooks July 29, 2015 e dal lavoro pubblicato.

Fonti
– M Walter et al., Effects of cortisol administration on craving in heroin addicts, Translational Psychiatry (2015)
Published online 28 July 2015
– Estrella R. Montoya et al., Cortisol administration induces global down regulation f the brain’s reward circuitry, PSYCHONEUROENDOCRINOLOGY  SEPTEMBER 2014

Dott. Montefrancesco