News

dott. Giuseppe Montefrancesco

Responsabile del sito
Dott. Giuseppe Montefrancesco

[ VAI a tutte le NEWS ]

Si può dipendere da tutto. Ne abbiamo facoltà.

E’ oramai noto che vi sono molte similitudini tra le dipendenze da sostanze o farmacologiche (droghe) e le dipendenze cosiddette comportamentali o non farmacologiche.
La dinamica di espressione delle prime è come per le seconde: si osservano periodi di passaggio in cui l’uso è moderato e “accettabile” ma con il ripetersi sopraggiungono l’elevato desiderio, la compulsione, lo sviluppo di tolleranza, l’astinenza e le numerose recidive. Non esclusa la coscienza che quanto avviene è dannosa per l’individuo e per gli altri.
Tutto ciò accade perché esiste un naturale sistema fisiologico la cui funzione è quella di massimizzare le convenienze, ovvero di indurre comportamenti benefici per la sopravvivenza. Tale “virtuosi” comportamenti o funzioni – cibo, sesso, accudimento dei figli, sopraffazione dell’avversario – vengono ripagate con una ricompensa: il piacere.
Lo stesso, tra l’altro, non è mai totale e il suo ricordo evoca l’inganno del desiderio ovvero della previsione di nuova esperienza appagante. E il giro ricomincia, sempre.
Data questa premessa, tutto in realtà può coinvolgerci e in modo così elevato da trasformare il desiderato in compulsività, con conseguenze molto gravi.
Persino comportamenti che possono apparire non convenienti, inadatti, inopportuni, non consigliabili, irragionevoli possono avviare questo andamento.
Quindi si può dipendere da quasi ogni cosa:
–  droghe
–  cibo
–  attività sessuali
–  acquisti
–  internet
–  videogiochi
–  gioco d’azzardo
–  spiritualità
–  esercizio fisico
–  comportamenti violenti, etc., etc., etc.,
In sostanza la natura umana ha i presupposti per divenire patologicamente dipendente.
Quindi ammalarsi.

g.montefrancesco