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dott. Giuseppe Montefrancesco

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Dott. Giuseppe Montefrancesco

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Arezzo – Cannabis quasi libera

Mi occupo di sostanze da molti anni e anche io sono molto contento della sentenza del tribunale di Arezzo.
Molto contento.
E’ un primo grande passo per continuare a “ragionare” intorno alla pianta, per studiare e fare ricerca sulla cannabis di continuo associata a criminalità o condannata per le dissolutezze comportamentali. La sentenza inoltre ne riconosce le finalità e le tante difficoltà che i pazienti hanno di reperirla nelle dosi e nel tipo più opportuno ai bisogni.
E si riconosce, per affiliata e imprescindibile circostanza, anche il consumatore come paziente ovvero un individuo che soffre di una malattia con tutta la dignità e necessità che il caso impone. E’ il passo che dovrà con buon augurio portare la discussione sull’uso personale e non solo per finalità terapeutiche.
Questo riguarda tutte le sostanze stupefacenti, in realtà.

Personalmente ho sempre avuto a che fare con la cannabis al contrario intesa e consumata come droga e come tale si porta dietro tanti altri gravi problemi: le attività criminali, lo spaccio, i grandi guadagni derivati, i piccoli spacciatori, le carceri e l’affollamento sopra ogni cosa delle stesse.
Ho scritto della cannabis dando notizie sulla sua potenza, illustrando il mercato e i vari prodotti della cannabis.
Ovviamente consigli su come evitarne gli effetti collaterali o farne un “giusto” uso.
Ma tutte queste informazioni erano per i “normali”, per le persone normali che amano il sapore e gli effetti della sostanza.
Allora, ci sono veri drogati della cannabis ovvero patologicamente dipendenti da questa ?
Io non ne ho mai visitato uno, né ho mai parlato con qualcuno “fatto” di cannabis al punto da richiedere un trattamento specifico che peraltro non esiste. La scienza ne parla ovviamente.

Ho invece, molto spesso, parlato con genitori preoccupati del figlio scoperto con qualche “involto” trasparente di cannabis.
E la domanda era: secondo lei mio figlio fuma ?
Il prodotto dell’involto si era nel frattempo deteriorato e guardavamo assieme queste tracce vegetali di una probabile, possibile, lontana sostanza stupefacente (sic).
Odore, profumo quasi niente.
La cannabis si porta dietro genitori, giustamente impauriti, figli adolescenziali che crescono come tutti nella difficoltà di vivere e di fare piccola vendita. Se poi uno è molto coraggioso nella scuola ne vende qualche etto e anche questo pare, più che altro, dimostrazione di coraggio e sfida alle istituzioni, compresa la famiglia.
In tanti anni, io non ho mai avuto problemi medici nè di trattamento con la cannabis anche se di problemi se ne porta tanti, legati principalmente al suo commercio e al suo profilo legale. Andrebbero risolti. Questo sentenza è un grande avvio. Speriamo.

E’ peraltro curioso che il mio tipo di paziente (soprattutto eroinomane) non apprezzasse tanto la cannabis. In molti gli effetti erano spiacevoli, sentivano salire la paranoia e quest’ultima è una condizione indesiderabile.
Era quindi interessante questo consumo così selettivo, eroina si marijuana no.
Questo ad esempio non accade con i cocainomani o con quelli che assumono eccitanti. La cannabis seda e questo va bene. Va bene anche l’alcol per un cocainomane anche con il pericolo grande del cocaetilene ma, lui cerca la sedazione quando la cocaina cala e sa che con l’alcol gli effetti della cocaina  durano di più. Vanno bene anche metadone ed eroina.
Ognuno per i suoi mali cerca e trova un rimedio. Drogati e non.

Le sostanze sono tutte doppie.
Senza morfina il genere umano non avrebbe avuto l’anestesia e il controllo del dolore. Dall’oppio si ricavano tante altre sostanze utili all’umanità. Ma anche l’eroina.
E gli oppioidi sintetici sono un problema grandissimo negli Stati Uniti.
Gli stimolanti, molto simili alle amfetamine, sono utili in psichiatria; forse anche gli allucinogeni e la ketamina.
Il giudizio va quindi ponderato e quando è necessario il coraggio di opinioni non moraliste e sostenute dalla scienza, questo va trovato.
Per il bene di tutti.

montefrancesco giuseppe