Le storie

dott. Giuseppe Montefrancesco

Responsabile del sito
Dott. Giuseppe Montefrancesco

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Cosa cazzo vuol dire “prenditi più cura di te”, oppure “sii più te stessa”.

Mi chiamo Marzia ho 31 anni, vivo a Londra da sei anni.
Mi sono trasferita lì per motivi di studio e da qualche anno lavoro  in un negozio di vinili e accessori vintage.
Il mio sogno tuttavia è ben altro. Riguarda la mia vera passione, ovvero campare con l’arte.
Faccio art graphic, sviluppo delle combinazioni artistiche con le foto e immagini con l’ausilio di software grafici avanzati. Esse sono stampabili su vestiario, pantaloni, t-shirt, ma anche su cover dei cellulari, o copertine dei dischi.
Vivo in un’ appartamento molto piccolo situato in un bellissimo quartiere giamaicano, con tre ragazzi, uno è il mio fidanzato, un cantante dj electro reggae. La copertina del suo primo album ha una mia stampa ed è bellissima.

Dai tempi del liceo, mi fumo le canne, ma da quando sono a Londra faccio uso di mdma (ecstasy); a me piace chiamarla meddy.
Spesso frequento locali notturni prevalentemente di musica reggae, e per tenermi in up, prendo qualche pezzetto di meddy. Non mi piace quando sento calare le forze e magari sono ancora le tre di notte.
Ieri però mi sono sentita male e ho avuto paura.
Erano le 5 del mattino e ho preso un po’ di ecstasy perché avevo ancora voglia di ballare e non volevo andare a letto e sentirmi fiacca. Però purtroppo la musica l’hanno spenta poco dopo e ci hanno buttato fuori dal locale perché stava chiudendo. A quel punto ero rimasta da sola con un ragazzo conosciuto poche ore prima, un ragazzo di colore ma non mi ricordo il nome, che però era davvero ubriaco da non reggersi in piedi. Io al contrario ero molto eccitata ancora. Lui voleva fermarsi e sedersi sul marciapiede per riprendere fiato e addormentarsi, mentre io lo strattonavo per cercare un altro locale e fare ancora bordello. Più passavano i minuti più mi sentivo che mi saliva la rabbia perché era chiaro che con quel ragazzo in quelle condizioni non saremmo riusciti ad andare a ballare da nessuna parte. Ad un certo punto gli ho dato un calcio piuttosto forte sull’addome, lui era disteso e rantolava: “alzati Boy, cazzo!” gli urlavo “You are sheet, boy!”
Avevo perso il controllo, al contrario quel ragazzo rideva e si prendeva gioco di me. Era ubriaco fradicio e si reggeva in piedi, io lo menavo e lo offendevo mentre lui rideva come un ebete.

Ad un certo punto una volante della police si è fermata proprio davanti a me. Il mio primo istinto è stato quello di scappare. Nella notte, la città era umida, i marciapiedi bagnati e ho corso senza mai fermarmi, senza mai guardare indietro. Avevo paura ero sballata non sapevo cosa fare, credo che una poliziotta abbia anche tentato di inseguirmi, non so, non ricordo.

Il mattino dopo cioè qualche ora più tardi, alle 12.00 avrei avuto l’aereo per passare 3 giorni a Parigi con delle amiche storiche del mio paese, ero quindi certa che con una dormita anche di poche ore mi sarei ripresa. Invece una volta entrata in camera mia…ero agitata, spaventata, pensavo a quel ragazzo. Ho avuto brividi di freddo, poi di caldo, poi conati di vomito ma non ho vomitavo…avevo paura di morire, ero sola, su whatsapp mi scrivevo con il mio ragazzo, lui cercava di darmi consigli e farmi stare più tranquilla, ma ero spaventata. Temevo di morire se mi fossi addormentata.
Nonostante tutto questo, ho dormito un ora, quanto è bastato per alzarmi in tempo, fare una borsa arrangiata e prendere il taxi per l’aereo. In aereo, mi era ripresa la paranoia, mi sentivo di dover bere litri d’acqua, ma nei voli lowcost, l’acqua costa molto… non la danno gratis. La famiglia accanto a me era palesemente sconvolta, io mi ero resa conto all’ora di avere i pantaloni sporchi di fango e forse anche di vomito, chissà di chi. Puzzavo, ero nauseata… mi sono messa a piangere. Ho dormito.
Svegliata dall’hostess, mi sono guardata intorno e mi sentivo bene. Mi sono stirata le braccia, la schiena e sono scesa. Ero contenta.
Ecco questo è quello che mi è successo ieri. Vi scrivo dall’hotel dell’albergo, sono le tre di notte. Le mie amiche sono a letto, ma io non ho sonno, sono un po’ ubriaca. Cercavo effetti dell’mdma e ho trovato questo sito.
Vi ho scritto per sentirmi meglio.
Le mie amiche sono sconvolte dalla vita che faccio, tutta la sera abbiamo bevuto birra parlando di me, delle mie avventure, la galera di 2 giorni, il marito mussulmano che mi picchiava, domande.
E’ vero sono sempre a rischio per un motivo o per un altro. Ma questa è la mia vita, mia sorella è anoressica vive con i miei genitori, in campagna, loro sono vecchi e assenti. Io li amo ma nonostante questo non ce la faccio a stare con loro.
“Io sono l’unica cosa che mi rimane, sono l’unica cosa che ho”. A dire il vero ho anche il mio gatto, ma lui non parla anche se capisce.
Ci provo ad ascoltare le mie amiche che mi dicono: “prenditi più cura di te”, oppure “sii più te stessa”.
Ecco io non so cosa cazzo significano queste parole! Cosa vogliono dire! Io sto bene se prendo la Meddy anche quando creo, per aiutarmi nel lavoro, io sono me stessa quando ho voglia di sballarmi e divertirmi. Non credo che cambierò mai.

Spero vivamente di vendere i leggings aereografati con i miei lavori grafici che ho messo su internet. Sono psichedelici. Mondi onirici, profili di donne sospese nello spazio, tra piramidi, viola, verdi, frammenti di paesaggi lunari, raggi colorati che brillano e che permeano il tutto a perdita d’occhio.

Sapete che? Adesso mi faccio una bella doccia in questo wow di bagno, a Londra a volte mi manca l’acqua calda e ho solo una vasca scrostata. Dopo la doccia mi ascolto Lucy in the Sky with Diamonds dei Beatles, e provo a dormire che domani ci alziamo presto per visitare il Sacro Cuore.

Grazie.

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